L'ex sindaco di Venezia: "A Palazzo Vecchio hanno fatto benissimo ad accettare" MASSIMO Cacciari, filosofo, è stato sindaco di Venezia dal 1993 al 2000. Un intellettuale prestato alla politica, ma che dalla politica ovvero dalla «professione di primo cittadino» in una città d'arte ha tratto, dice, «un'esperienza preziosa». Professor Cacciari, che cosa pensa di quella che alcuni intellettuali considerano una vera e propria "svendita" di Firenze, cioè la concessione di suolo pubblico, e soprattutto di monumenti, a un ricco privato in cambio di denaro? «Che il Comune ha fatto benissimo. Altro che svendita di Firenze! Quello che il magnate ha offerto in cambio sono soldi preziosi per qualunque amministratore. Purché queste occupazioni avvengano in modo ragionevole, non impattino sull'ambiente e sui monumenti, cioè non provochino a loro volta altri costi, e purché le soprintendenze siano d'accordo, si può sapere che male c'è?». Secondo molti, oltretutto, concedere una location così preziosa per poche centinaia di migliaia di euro, è come abbassarsi ad accettare un'elemosina. «Ma quale elemosina. Questo ricco indiano, anzi, mi sembra che sia stato generoso e non mi pare si stia parlando di uno che vuole distruggere la città. Anche noi, a Venezia, abbiamo fissato un tariffario molto preciso per chi voleva prendere in affitto Palazzo Ducale o qualunque altro immobile storico, così come per l'occupazione privata di strade e piazze, sebbene con le nostre tariffe non abbiamo mai ottenuto tanti soldi come oggi Firenze. È una prassi normale, insomma, anzi normalissima, tanto più in un momento del genere. Il fatto è che gli intellettuali che parlano senza aver fatto i sindaci non sanno quello che dicono». I soldi saranno certo una benedizione, ma non crede che un luogo come Palazzo Pitti rischi di essere danneggiato anche solo dal via vai dei montatori, e dal tipo di installazioni previste in questo caso? Senza contare l'inopportunità "culturale" di erigere una sorta di luna park dentro un palazzo storico. «Non diciamo sciocchezze. Quando a Firenze si fa il Calcio storico, o a Venezia la festa del Redentore, non si rischia forse ogni volta che le città siano distrutte dai visitatori e dagli stessi allestimenti? E il Carnevale, non è forse un grande circo kitsch?». Insomma, secondo lei bisogna fare buon viso a cattivo gioco. «Di questi tempi in cui tutto va male, i Comuni sono costretti a tutto questo perché non hanno un euro. Punto e basta. Ma comunque, una politica di coinvolgimento sistematico dei privati nelle finanze locali andrebbe perseguita anche se non si fosse in questa situazione drammatica. Non si sono forse istituite fondazioni al posto di enti lirici o biennali, proprio perché il privato potesse intervenire coi suoi soldi? Il problema non è il privato in sé, ma le regole che devono essere poste, e fatte rispettare. E sia chiaro: questo modo di ragionare non è né di destra, né di sinistra». (m.c.c.)
FIRENZE - Cacciari: nessuna svendita è più kitsch il Calcio storico
Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, ha espresso il suo parere sull'accordo tra il Comune di Firenze e un privato per l'occupazione di Palazzo Pitti. Secondo Cacciari, il Comune ha fatto benissimo ad accettare l'offerta, poiché i soldi offerti sono preziosi e possono aiutare a risolvere i problemi finanziari del Comune. Cacciari ha anche sottolineato che la concessione di suolo pubblico e monumenti a un privato non è una "svendita" di Firenze, ma piuttosto una pratica normale in un momento di crisi economica.
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