Continua la protesta dei netturbini, interviene il garante sugli scioperi LA RESPONSABILE dell'hotel cinque stelle ha passato la mattina al telefono e non sa più a che santi rivolgersi: quattro automobili di quattro gruppi di turisti non possono lasciare l'albergo perché bloccate dentro al garage. La saracinesca si vede a malapena sotto ai cumuli di spazzatura che invadono la strada. L'albergo è il Grand Hotel Piazza Borsa, la strada è la centralissima via Alessandro Paternostro, quella che ospita la Focacceria San Francesco appena riaperta. Una via in pieno centro a due passi da corso Vittorio Emanuele e da monumenti come l'Oratorio di San Lorenzo. È qui che ieri mattina il signor Matteo Velardi artigiano che da trent'anni realizza coppole ha dovuto inforcare i guanti e togliere uno ad uno i sacchetti fetidi che sovrastavano il portone della sua bottega. In via Paternostro i turisti fotografavano "l'opera d'arte" turandosi il naso: cassonetti tracimati che impedivano persino di passare a piedi. I proprietari del bar "Cartari cafè" hanno dovuto chiudere una delle due porte d'accesso: «La puzza è insopportabile ». Dopo una settimana di assemblee e di raccolta a singhiozzo, il centro storico si è svegliato sfregiato dai rifiuti. Ieri il presidente dell'Autorità di garanzia sugli scioperi, Roberto Alesse, ha scritto ad Amia e alla prefettura per avere informazioni urgenti sulla situazione di Palermo e chiedendo di sapere chi e perché si è astenuto dal lavoro. Il garante ha avvertito: «Ogni assemblea» pur convocata nei termini di legge ma che non abbia assicurato «i servizi minimi, sarà considerata astensione dal lavoro». Intanto, però, sulle strade è il caos. Quando l'orologio segna mezzogiorno la seconda media dell'istituto Silvio Boccone di via Del Vespro arriva stremata a Villa Garibaldi, in piazza Marina: «Avevamo organizzato la giornata "conosci il tuo quartiere", una gita a piedi nel centro storico raccontano gli insegnanti ma si è trasformata in un tour della spazzatura». All'asilo nido Braccio di Ferro, all'Albergheria, i genitori minacciano di non far entrare stamattina i propri figli: i cassonetti pieni la notte scorsa sono stati dati alle fiamme, rendendo impraticabile l'ingresso del nido. I roghi di cassonetti hanno creato disagi anche in via Marco Polo, una traversa di corso Finocchiaro Aprile: le fiamme hanno travolto la cabina Telecom lasciando un intero quartiere senza telefono e connessione Internet e bloccando i pagamenti bancomat in tutta la zona. La Procura annuncia che sta valutando l'ipotesi di aprire una indagine sull'ennesima emergenza immondizia, mentre ieri netturbini e spazzini sono tornati a protestare muovendosi in corteo da piazza Indipendenza alla prefettura. I sindacati Amia dicono che da ieri gli operai sono tutti al lavoro: «Protestiamo fuori dall'orario di servizio dicono se c'è l'emergenza è soprattutto a causa dei rallentamenti in discarica. Non ci siamo mai fermati: la settimana scorsa abbiamo fatto solo le doverose assemblee per informare i lavoratori. Il Comune non ha assunto una posizione chiara». Domani le organizzazioni dei lavoratori incontreranno il prefetto Umberto Postiglione. Non solo i dipendenti, anche i fornitori sono ufficialmente in agitazione: ieri le ditte che lavorano con Amia si sono riunite in assemblea. Strozzate dalla crisi, senza nemmeno il conforto di quel venti per cento sui crediti vantati che avrebbe garantito loro il sì al concordato, hanno annunciato l'avvio della riduzione del personale. Che comporterà un rallentamento nei servizi resi ad Amia con inevitabili ripercussioni sulla raccolta. Da settembre 2012 Amia ha rallentato i pagamenti ordinari (quelli maturati sotto la nuova gestione) mandando i fornitori in ulteriore sofferenza: l'ultimo pagamento è stato di 400 mila euro, poco più di un terzo dell'ammontare che le ditte attendono. Nonostante il Comune abbia messo in campo anche i propri mezzi, si profilano nuovi giorni di disservizi e disagi. Mentre continua la guerra a tutto campo tra il sindaco Leoluca Orlando e i tre commissari straordinari Paolo Lupi, Sebastiano Sorbello e Francesco Foti: mentre ieri Orlando è volato a Roma per incontrare il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, gli amministratori straordinari gli hanno lanciato un ultimatum. «Orlando ha sempre detto di avere i soldi ma di non metterli a disposizione a causa della nostra presenza di commissari. Se si impegna pubblicamente e con il Tribunale a garantire il concordato, ci dimettiamo immediatamente eliminando così il problema». «Quello che fanno mi è indifferente », li gela il primo cittadino secondo il quale questo sarebbe l'ennesimo tentativo dei «tre individui » per confondere le acque mentre in realtà avrebbero già deciso di depositare in settimana i libri contabili dell'azienda in tribunale. Una decisione che sarebbe dimostrata dalla circolare di Sorbello, Lupi e Foti che ha bloccato tutte le gare in corso. Dopo le polemiche sui compensi, ieri i tre hanno rivelato al Tg3 regionale i loro stipendi: sarebbero 172 mila euro all'anno a testa.
SICILIA - Centro storico sfregiato dall'immondizia i commissari Amia pronti a dimettersi
I netturbini e i spazzini di Palermo continuano a protestare contro la mancata gestione adeguata dei rifiuti nella città. La situazione è aggravata dalla mancanza di servizi minimi, con cassonetti pieni e rifiuti in strada. I sindacati Amia hanno convocato assemblee per informare i lavoratori, ma il Comune non ha assunto una posizione chiara. I fornitori, che lavorano con Amia, si sono riuniti in assemblea e hanno annunciato la riduzione del personale, che potrebbe rallentare i servizi resi ad Amia. La Procura annuncia di valutare l'ipotesi di aprire un'indagine sull'ennesima emergenza immondizia.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo