Con lieta sorpresa in un pomeriggio della settimana scorsa alcune centinaia di persone si trovarono ad affollare il vecchio cinema "Quirinetta" al centro di Roma per la presentazione di un libro, evento che in genere attira un pubblico assai più ristretto. Colpiva lo stato d'animo dei convenuti che lasciava trapelare un atteggiamento particolare, tra l'affiorare nostalgico di una stagione perduta e la incerta speranza di essere alla vigilia di una ritrovata rinascita. Il libro "Una cittàaperta"(ed.DinoAudino),di Gianni Borgna, assessore alla Cultura del Comune dal 1993 al 2006, copre quasi per intero le amministrazioni successive di Rutelli e Veltroni, ambedue presenti. Si capisce, anche da questi brevi tratti di cronaca, il perché dell'emotività che traspariva tra i convenuti, certamente tutti elettori fedeli delle giunte di centro sinistra, che videro in quegli anni il recupero civico e culturale di una capitale nei decenni precedenti decaduta ad un ruolo burocratico statico e ad una economia incentrata sulla speculazione edilizia. La fattività dei Vetere, degli Argan, dei Petroselli era ormai decaduta da tempo e, all'ultimo, si era finiti nel commissariamento. Anche per questo il risveglio culturale del quindicennio successivo apparve qualcosa di miracoloso. Sorsero musei di livello internazionale, ben 33 teatri, infrastrutture stabili (tra cui le Case del cinema, della letteratura, del jazz, dell'architettura). Furono restaurati e rilanciati i musei storici ed altri ne vennero aperti. Si dissolse nei fatti la vecchia diatriba tra effimero (la prima estate romana di Nicolini) e infrastrutture stabili. Le "notti bianche" divennero annuali e così i Concerti di Capodanno. Al centro di tutto questo vi fu l'inaugurazione dopo mille difficoltà e sessant'anni di discussioni inutili dell'Auditorium di Renzo Piano. Il punto più alto e riuscito della rinascita della Capitale. Una città che aveva riscoperto il futuro e l'abbondanza di un'offerta culturale che andava dalle grandi mostre ai concerti all'aperto di star mondiali, da Paul McCartney ad Elton John. Se sipuòparlaredi"allegriadelriformismo" ad essa corrispondeva l'atmosfera di quell'epoca. Le 130 pagine di Borgna la raccontano con il gusto di una narrazione vivace e sincera: vengono ripercorsi i successi ma anche le difficoltà, gli incidenti, le incomprensioni, i recuperi e le riscoperte. Ma anche la partecipazione di centinaia di persone, quasi tutte ricordate per nome, impegnate dall'attivismo intelligente di Borgna. Poco di tutto questo rimase dopo la sconfitta del centro sinistra, anche se alcune realizzazioni, primo fra tutti l'Auditorium e alcune iniziative museali ed espositive mantennero la loro vitalità. Ma l'aspetto più grave fu il venir meno dell'intelligenza creativa da parte dell'opposizione che assistette solo sogghignando all'avvento dei centurioni travestiti da antichi romani, quasi sempre emigranti incapaci di spiegarsi in italiano e battezzati dai vecchi "ciceroni" "i romeni de Roma". Ma, riandando a quel misto tra nostalgia di una stagione dorata e lo squallore di quella presente che caratterizzava la presentazione del libro, ho immaginato che quest'ultimo trovasse origine dal decadere globale e locale della vita politica. Non per caso in quello stesso giorno si svolgevano le primarie per le elezioni comunali e la sinistra si trovava suddivisa fra sei candidature contrapposte da gelosie di corrente, calcoli di gruppo ed altre miserie. Se il prevalere di Ignazio Marino ha confortato una parte, ciò non di meno è difficile sperare che tutti gli sconfitti delle altre liste convergano alla fine per rafforzare il candidato che ormai dovrebbe essere di tutti. Il dubbio avvelena le speranze, si profila l'incerta candidatura del giovane Marchini che non ha partecipato alle primarie ma nessuno sa rispondere su come si comporrebbe con quella di Marino, che le primarie le ha vinte. Troppi interrogativi per un partito che non dà più certezze.
LINEA DI CONFINE Chi salverà l'Urbe in mano ai centurioni?
Un evento di presentazione di un libro al vecchio cinema "Quirinetta" a Roma ha attirato un pubblico di centinaia di persone, lasciando un'atmosfera di nostalgia e speranza. Il libro, scritto da Gianni Borgna, assessore alla Cultura del Comune, copre le amministrazioni successive di Rutelli e Veltroni. La presentazione ha evocato un'atmosfera di emozione tra i convenuti, che sono tutti elettori fedeli del centro sinistra. Il libro racconta la rinascita culturale di Roma negli anni '90 e '00, con la creazione di musei, teatri e infrastrutture stabili.
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