Giovani universitari intraprendono una campagna di scavi a Poggio al Molino Ancora misteri sull'insediamento che ha resistito alla decadenza di Populonia PIOMBINO Dalla fine di maggio alla fine di giugno si tornerà a scavare a Poggio del Molino, a Populonia. Protagonisti saranno ragazzi universitari italiani e stranieri che sotto la guida di archeologi esperti daranno vita alla nuova campagna d'indagini autofinanziata dagli stessi ragazzi. Una sorta di campo scuola che, grazie all'impegno dei giovani archeologi, permette di ricostruire uno dei periodi più oscuri di Populonia. L'obiettivo del progetto, che gode della collaborazione della Soprintendenza archeologica della Toscana, è quello d'individuare e rimettere al loro posto le tessere del mosaico rappresentato da uno dei siti più affascinanti della zona, la villa del Molino. Quasi al confine con il Comune di San Vincenzo, in uno spicchio di terra lambito dal mare, lontano circa un paio di chilometri da Baratti, la "Villa del Molino" è stata costruita agli inizi del I secolo avanti Cristo. Il primo mistero è la sua datazione. Mentre Populonia e Baratti cominciavano infatti a conoscere il declino, a Poggio del Molino si costruiva quello che diventerà un longevo nucleo abitativo, visto che fino al VI secolo dopo Cristo sarà sempre vissuta. Tanto che da impresa per la lavorazione del pesce si trasformerà in una villa di lusso, con tanto preziosi mosaici portati alla luce già nelleprime campagne di scavo, iniziate alla fine degli anni Ottanta. Agli archeologi il compito di capire come si è trasformata questa villa nel corso dei secoli. chi l'abitava e quali sono le ragioni principali per cui, al contrario, l'Acropoli di Populonia cade in rovina. A rendere interessante questo sito archeologico è anche il fatto che qui il gruppo di studio scientifico è italiano ma molto spesso gli studenti sono anche stranieri. Le schede per aderire sono già on-line ed in Internet si ha possibilità anche di conoscere l'associazione "Past in progress" creata per raccogliere fondi e divulgare l'iniziativa. Perché passa dai capitali privati (ed anche stranieri) la via per la diffusione della cultura italiana, soprattutto in un momento in cui la crisi sta decimando le risorse pubbliche. I ragazzi che vivranno per un mese a Populonia saranno alloggiati sul posto, dovranno portarsi dietro il necessario per essere autosufficienti un mese per se stessi. Un'opportunità che li aiuterà a diventare i prossimi Indiana Jones all'ombra dei tesori di una Populonia post-etrusca ancora da scoprire.