PATRIMONIO STORICO2. Lezione dell'architetto Lino Bozzetto L'incontro ha focalizzato l'attenzione sulle opere di Von Scholl: «Difendevano la città abbellendola» Lezione di architettura militare con morale: i veronesi non tengono abbastanza in considerazione l'enorme patrimonio rappresentato dalle mura, dai bastioni e dai forti della città. Una storia che si dispiega nell'arco di due millenni, attraversando l'epoca romana e scaligera, la dominazione veneziana e austriaca, e fruttando a Verona il titolo Unesco di «patrimonio dell'umanità». Guardandola sotto l'aspetto venale - visto che quello culturale finora non ha avuto molta presa - ci sarebbero gli estremi per moltiplicare lo charme turistico della città. Invece, tanti gioielli delle nostre fortificazioni oggi versano nella dimenticanza, se non nel completo degrado. Risulta evidente, ascoltando la lezione dell'architetto Lino Vittorio Bozzetto, ieri pomeriggio nella sede dell'Ordine degli ingegneri in via Leoncino. In platea, un folto pubblico: buon segno. L'incontro, introdotto dal vice presidente della categoria Paolo Soardo, verte sulla figura dell'ingegnere militare austriaco Franz Von Scholl (1772-1838), autore di magnifici complessi fortificati veronesi: San Bernardino, San Procolo, delle Maddalene e di Campo Marzo. Sua anche la ricostruzione di Castel San Felice, raso al suolo dai francesi, e l'adeguamento del bastione di San Giorgio. «Verona rappresentò, tra Settecento e Ottocento, l'avanguardia dell'arte fortificatoria», spiega Bozzetto. «E le opere realizzate in quel periodo, in seguito trascurate anche in ragione dell'astio contro i dominatori austriaci, vanno considerate come la naturale prosecuzione del genio di un grande architetto, stavolta veronese: Michele Sanmicheli. Sia quest'ultimo sia Von Scholl pensavano che le fortificazioni militari hanno la duplice funzione di "munire et ornare", cioè difendere la città in guerra e abbellirla in pace». Ecco la ragione di quelle pietre squadrate al millimetro, di quei terrapieni ancora perfetti. E in fondo, se non ci fossero i bastioni, convertiti in polmoni verdi, cosa avremmo oggi al loro posto? Palazzoni e asfalto, probabilmente. Finora questo patrimonio è stato di competenza demaniale. Ma, come ricorda Maristella Vecchiato, funzionario della Sovrintendenza per i beni architettonici, si sta attuando il passaggio della proprietà al Comune. «Il contratto impegna l'amministrazione a eseguire il restauro e a garantire la fruizione pubblica dei beni». La tempistica, però, sarà presumibilmente lunghissima.L.CO.
Il forte Castel San Felice sulle Torricelle. Più charme turistico valorizzando le mura
L'architetto Lino Bozzetto ha tenuto una lezione sull'opera di Franz Von Scholl, un ingegnere militare austriaco che ha progettato fortificazioni a Verona tra Settecento e Ottocento. Le opere di Von Scholl, come San Bernardino, San Procolo e Campo Marzo, sono state trascurate nel tempo, ma Bozzetto le considera un esempio di arte fortificatoria avanzata. Von Scholl e l'altro architetto Michele Sanmicheli pensavano che le fortificazioni avessero due funzioni: difendere la città in guerra e abbellirla in pace. Oggi, queste opere sono in pericolo di degrado e il Comune di Verona sta attuando il passaggio della proprietà ai beni architettonici.
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