"Chi governa siamo noi" precisa l'assessore all'Urbanistica del Comune di Bologna. "Ma noi esercitiamo le nostre competenze" ribatte Paola Grifoni. Lo scontro su sedie e tavolini raggiunge il culmine, mentre i commercianti sono in rivolta "Chi governa siamo noi" precisa puntigliosamente l'assessore all'Urbanistica Patrizia Gabellini. "Nessuno lo mette in dubbio, ma noi abbiamo competenze che intendiamo esercitare" le risponde la soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici Paola Grifoni. La "questione dei dehors" porta al parossismo lo scontro tra il Comune e il braccio bolognese dell'ente di tutela segnando il punto più basso nei rapporti tra le due istituzioni. Repubblica Bologna è su Facebook e Twitter Da una parte la necessità di palazzo d'Accursio di sveltire le procedure per l'autorizzazione alle verande esterne di bar e ristoranti, vista anche la pressione delle associazioni di categoria, dall'altra le precauzioni di chi mette al primo posto la tutela estetica della città. Lo scontro non è solo su due opposte visioni urbane, ma anche sulle procedure. "Ci siamo trovati di punto in bianco in via Orefici un modello guida di allestimento esterno, definito 'Saie 3', palesemente in deroga al regolamento in discussione di cui non abbiamo mai avuto la versione definitiva" accusa Grifoni. Gabellini smentisce questa lacuna e rilancia: "L'ufficio dei beni architettonici non accetta un regolamento che non accoglie in toto le sue richieste". Soprattutto Grifoni è contraria ai dehors permanenti. Nel frattempo le richieste di autorizzazione si accumulano sul tavolo della Soprintendenza e oggi sono già 104 mentre la primavera sembra finalmente alle porte e si apre la stagione all'aperto. Il Comune è pronto a forzare scavalcando la stessa Soprintendenza rilasciando le autorizzazioni più semplici (tavolini e sedie) sulle quali non c'è conflitto. Ma si arriverà a un regolamento condiviso che consentirà la velocizzazione delle procedure tagliando la burocrazia? Secondo Grifoni sì, la quale ammette che, alla fine, anche sul principio del dehor permanente potrebbe cedere a patto che il Comune non insista nello scavalcare le competenze dei Beni architettonici. (13 aprile 2013)