Secondo Giuseppe Urbino della Confsal Unsa i capolavori dell'artista urbinate prestate dai musei fiorentini e italiani al Giappome sarebbero a rischio per la crisi militare con la Corea del Nord Allarme per le cinquantanove opere italiane, ventiquattro delle quali di Raffaello, che in questi mesi sono in mostra a Tokyo, al National Museum of Western Art. A lanciarlo è Giuseppe Urbino sindacato Confsal Unsa Beni Culturali, il quale ha scritto una lettera al ministro Lorenzo Ornaghi per chiedergli l'immediato rimpatrio dei capolavori, la cui incolumità sarebbe a rischio a causa della crisi poltica e militare con la Corea del Nord. Nella lettera, il sindacalista fa notare al ministro che "la situazione ora è grave e allarmante perché in pieno centro, proprio nella città di Tokyo, a due chilometri in linea d'aria dal museo, sono stati posizionati missili Patriot a difesa del suolo giapponese" e chiede "quali atti di salvaguardia" siano stati adottati per la sicurezza dell'opere d'arte e per quando è previsto il rimpatrio. Organizzata dal quotidiano Yomiuri Shimbun, la mostra dedicata all'artista urbinate, e intitolata, semplicemente, "Raffaello", è curata dalla soprintendente al Polo museale fiorentino Cristina Acidini insieme alla direttrice del museo degli Argenti di Palazzo Pitti Maria Sframeli. Ed è da Firenze che molte delle opere esposte provengono, e precisamente da istituzioni come la Galleria degli Uffizi, la Galleria Palatina, la Fondazione Horne o la Biblioteca Marucelliana. Del resto, ha ricordato Acidini alla vigilia dell'inaugurazione, "Firenze è la città che conserva più dipinti mobili di Raffaello in tutto il mondo".