BOLZANO La partita sul taglio dei finanziamenti al capoluogo è la patata più bollente sul tavolo del Pd. Ma non l'unica. Anche le decisioni sulla candidatura di Bolzano a capitale europea della cultura nel 2019 si incrociano con il dibattito interno al partito. E se nel primo caso è il sindaco Luigi Spagnolli a essere sulla «graticola», nel secondo è l'assessore provinciale Christian Tommasini che rischia di finire alle corde dopo il clamoroso dietro-front della capofila Venezia, ovvero la città che doveva trainare Bolzano nell'operazione Nord-Est. Il tema l'altra sera è stato al centro della discussione «urgente» in consiglio comunale. Proprio il promotore del dibattito, l'ex assessore comunale Sandro Repetto oggi molto vicino a Tommasini insiste e cerca di stanare la giunta Spagnolli. «Con l'addio di Venezia premette Repetto siamo a un momento decisivo. Bolzano ha la possibilità di rimanere in corsa, ma con un progetto molto diverso da quello pensato negli ultimi tre anni». L'alternativa, cui sta lavorando Tommasini, è giocarsi la carta dell'Euregio, con il capoluogo altoatesino «locomotiva» di un'alleanza transfrontaliera aperta a Trento e Innsbruck. «Ma non c'è un minuto da perdere avverte Repetto . A settembre c'è la scadenza inderogabile per la presentazione del dossier. Per questo il Comune deve dire immediatamente se intende starci o no. Già a partire dalla prossima seduta di giunta (martedì, ndr) occorre approvare almeno un promemoria, un atto di indirizzo che confermi l'interesse della città. Il voto espresso dal Comune nel 2010 non basta, perché quel progetto è superato dagli eventi». L'assessora alla cultura Patrizia Trincanato frena la «foga» di Repetto. «Per prima cosa osserva dobbiamo verificare la situazione giuridica con Venezia, per uscire anche noi dal protocollo. Solo a quel punto possiamo preparare gli atti per il nuovo progetto, comunque in tempi brevi. E Spagnolli, vero destinatario dell'appello di Repetto? «Bolzano ha un'opportunità unica» ragiona il sindaco, che precisa: «In maggioranza non ho detto che dobbiamo lasciare il cerino a Tommasini. Ho detto: il cerino ora ce l'ha Tommasini, e non possiamo lasciarlo lì. È importante utilizzare l'esperienza fatta e le sinergie consolidate per ottenere dei risultati. Ci sono aziende e associazioni coinvolte, un budget destinato a questo fine dalla Provincia: usiamolo. Per esempio, tra gli obiettivi, vorrei inserire la realizzazione del centro culturale e giovanile che non siamo ancora riusciti a trovare. Occorre un accordo sul documento di candidatura. Non saranno certo i funzionari provinciali, o lo stesso assessore Tommasini, a decidere cosa serve a Bolzano. Sarà Bolzano a farlo».