Manifestazione davanti al Castello della Fp-Cgil Aperture a singhiozzo dei monumenti e svendita del patrimonio culturale della Terra di Bari e dell'intera Puglia. I lavoratori del ministero dei beni culturali non ci stanno. Ieri mattina oltre un centinaio di dipendenti della biblioteca nazionale, dell'archivio di stato, delle soprintendenze archivistiche e ai beni artistici e storici, architettonici e paesaggistici di Bari e Foggia hanno protestato davanti al Castello Svevo. Hanno fatto sventolare le bandiere rosse della Funzione pubblica Cgil per manifestare il proprio dissenso nei confronti «della politica dei tagli attuata dal Governo». Spiega Matteo Scagliarmi (coordinamento Fp Cgil): «Si va verso la progressiva privatizzazione della gestione. La riorganizzazione delle soprintendenze di Bari, Lecce e Tarante è stata fatta a costo zero, senza neppure incrementare il numero delle unità. E 35 persone non possono di certo garantire un servizio all'altezza delle a-spettative». Gli operatori del settore venerdì aderiranno allo sciopero nazionale con cortèo a Roma. L'elenco delle richieste: rinnovo del contratto scaduto da 14 mesi, più assunzioni a tempo indeterminato, maggiori risorse, garanzia del carattere pubblico della gestione per contrastare l'ingerenza del privato. Scagliarmi: «I riposi e le ferie del personale sono sospesi per assicurare l'apertura dei monumenti undici ore al giorno. Anche questa è tutela del patrimonio culturale che è l'identità del territorio». )
Dipendenti beni culturali "No alla privatizzazione"
Oltre un centinaio di dipendenti del ministero dei beni culturali hanno protestato davanti al Castello Svevo a Bari. Hanno manifestato il proprio dissenso nei confronti della politica dei tagli attuata dal Governo. I lavoratori chiedono il rinnovo del contratto scaduto, assunzioni a tempo indeterminato, maggiori risorse e garanzia del carattere pubblico della gestione. L'elenco delle richieste è stato presentato dal coordinamento Fp Cgil. I dipendenti si sono uniti allo sciopero nazionale con cortèo a Roma. La protesta è stata organizzata per contrastare la progressiva privatizzazione della gestione dei monumenti e la svendita del patrimonio culturale della Terra di Bari e dell'intera Puglia.
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