Il popolo dei Saloni ha fame di cultura, c'è pane per i suoi denti. In pole position i menu delle case museo milanesi, che hanno apparecchiato diverse iniziative: un mix felice di contemporaneo e antico, suggestioni meticcie attraverso il tempo. Eventi per fortuna duraturi, oltre la convulsa settimana dei Saloni. Chiuderà il 6 maggio la mostra «Intorno al libro. Tra arte e design», a cura di Beppe Finessi e Annalisa Zanni, ospite tra i capolavori del Poldi Pezzoli (via Manzoni 12, tel. 02.78.08.72): viaggio nel pianeta editoria e dintorni, tra leggii, fermalibri, installazioni e oggetti a tema, librerie, poltrone. Tra i nomi eccellenti Gae Aulenti, Cini Boeri, Bruno Munari, Giulio Iacchetti, Matteo Ragni, Martì Guixé, Ross Lovegrove. E un'opera site specific realizzata da Stefano Arienti, autore da sempre sensibile al materiale librario: «Enciclopedia», dove sottili trapanature trasformano i fogli in ricami dal sapore d'antan. Il dialogo tra presente e passato prosegue nei sontuosi saloni del Museo Bagatti Valsecchi, dove alla guru Rossana Orlandi si deve un doppio intervento. In primis l'apertura di un nuovo design-shop stabile, nel cortile, dove accanto al merchandising della galleria si trovano oggetti ricercati, eclettici, originali e curiosi, Orlandi style. Poi la mostra «Bagatti Valsecchi 2.0», che integra il percorso collezionistico sull'antico con incursioni nel progetto industriale di oggi: altissimo artigianato in ogni caso, con pezzi di Nacho Carbonell, Tomas Libertiny e Enrico Marone Cinzano (fino al 30 aprile, via Gesù 5; fino al 14 aprile ingresso gratuito anche al museo, tel. 02.76.00.61.32). Filosofia della fruttuosa contaminazione anche a Villa Necchi Campiglio, meraviglia anni Trenta firmata Portaluppi e punta di diamante del patrimonio Fai, Fondo Ambiente Italiano (via Mozart 14, tel. 02.76.34.01.21). La mostra in corso fino al 5 maggio si intitola «Belvedere»: dieci beni del Fai sono stati visitati e reinterpretati dai giovani designer di Fabrica, che ne hanno tratto spunto per la creazione di oggetti d'uso. Così l'Abbazia di San Fruttuoso a Camogli ha ispirato un paravento, mentre il medievale Castello di Avio ha suggerito l'idea di un candelabro. Quarto scrigno del circuito Casa Boschi Di Stefano, collezione del Comune di Milano in una deliziosa palazzina sempre di Piero Portaluppi. Niente mostre, ma un lungo ciclo di incontri ed esibizioni musicali fino a novembre, per celebrare i dieci anni dall'apertura (via Jan 15, prenotare al tel. 840.888.802). Si inizia oggi con l'incontro «Milano si accende, cronaca di un decennio», si prosegue sabato prossimo con un concerto per violino e pianoforte. In compagnia dell'arte italiana del XX secolo, tra Boccioni, Carrà, De Pisis, De Chirico, Fontana e Manzoni. Chiara Vanzetto