Belli: racconterà la storia dell'arte del '900, puntiamo sui residenti VENEZIA Usciranno dai magazzini, dove sono rimaste custodite per anni. Piccole «perle» di Munch, qualche opera grafica dimenticata finora, (ma non saranno le sole). E tutte insieme finiranno dritte dritte nelle sale espositive di Ca' Pesaro. L'appuntamento per il new look del museo che vuole diventare il punto di riferimento dell'arte del '900 in città, è per il 30 maggio. Ad annunciarlo ieri, Gabriella Belli, direttrice dei Musei civici: «Abbiamo voluto ripensare tutto il percorso del museo per renderlo più fruibile ai visitatori spiega . Quello che adesso è visto come il museo del collezionismo, domani racconterà la storia dell'arte del '900 attraverso le collezioni». In pratica si storicizzeranno le esposizioni (ci sarà ad esempio la sala dedicata alla Belle Epoque o quella dedicata alla Secessione) e si alterneranno in una scelta temporale dei fenomeni che sarà certamente più accattivante, ma anche di più facile lettura per i visitatori. «Volevamo offrire un museo più leggibile per tutti, che non rimarrà sempre uguale a sé stesso precisa la direttrice . La precedente esposizione è durata identica a sé stessa per 12 anni, non vorremmo rifare la stessa cosa, per questo i percorsi in futuro cambieranno frequentemente». Si inseriranno di continuo nuove opere dal fondo andando a ripescare piccoli capolavori dimenticati. I quadri più conosciuti invece rimarranno al loro posto, come segno distintivo del futuro museo dell'arte del '900. Ma il restyling di Ca' Pesaro non si fermerà alla parte espositiva: «Ci saranno piccole modifiche di maquillage per rendere l'esposizione più chiara e rinnovarne la percezione, finanziamenti permettendo», spiega Belli. Un «display» diverso, come lo definisce il direttore dei Musei, che darà il segno chiaro del cambiamento di rotta che la Fondazione ha deciso di intraprendere. «Stiamo puntando in modo deciso verso un pubblico nuovo, quello dei residenti in città e delle zone limitrofe continua . I turisti sono ovviamente il nostro punto di forza ma loro vengono comunque a visitare i musei. e le grandi mostre. Chi vorremmo attrarre in futuro sono proprio i residenti, variando le collezioni, altrimenti, visti una volta non si torna più». Un primo passo che potrebbe cambiare i tempi degli allestimenti anche nelle altre sedi. In questi giorni, però, nei musei civici l'attenzione è puntata su altro. Sono arrivate infatti proprio nei giorni scorsi in città le 37 opere di Manet del Musée D'Orsay di Parigi per la mostra che sarà a Palazzo Ducale dal 24 aprile al 18 agosto 2013. «Trentasette capolavori dal d'Orsay, dieci dai musei periferici parigini e altri sono in arrivo nei prossimi giorni dall'America conclude Gabriella Belli . Intorno a queste opere che hanno segnato la storia, c'è un movimento frenetico per prepararci all'apertura, sarà una grande mostra».