Daniela Fugaro, responsabile delle risorse umane presso la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, svolge anche la funzione di Direttore presso l'Archivio di Stato di Brescia. Con il suo aiuto, tentiamo di comprendere meglio la situazione. Dottoressa, come mai a Brescia il personale è così risicato? «Il personale non è carente in senso assoluto, mancano soprattutto gli archivisti e gli addetti alla distribuzione». Eppure gli archivisti ci sono in Italia «Esatto: le Scuole di Archivistica, gestite da 17 Archivi di Stato sparsi sul territorio nazionale, formano ogni due anni centinaia di professionisti bravi e preparati. D'altronde ogni ente, pubblico o privato che sia, produce documentazione e quindi archivi». Lo Stato gestisce i suoi Archivi, prepara gli archivisti nelle sue scuole, ma non bandisce concorsi, non le sembra strano? «Dal 1975 a oggi sono stati banditi solo tre concorsi pubblici destinati agli archivisti di Stato. Con l'ultimo, che risale al 2008, sono stati assunti solo 5 funzionari per tutta la Lombardia e nessuno di essi vuole venire a Brescia, perché preferiscono rimanere a Milano». È la condizione di tutti gli istituti di conservazione italiani? «Assolutamente no. Per esempio, la Biblioteca Nazionale di Potenza è in sovra-organico, mentre noi siamo pochissimi: mancano segretari, ragionieri, centralinisti e informatici; noi vorremo garantire un servizio migliore o aprire un sito internet, ma non possiamo». In che acque naviga l'Archivio di Brescia dal punto di vista economico? «Pessime, perché siamo in locazione passiva: ogni anno paghiamo circa 400.000 euro di affitto a una società privata, che ha acquistato l'immobile dalla Provincia di Brescia dieci anni fa. Lo Stato avrebbe potuto esercitare il diritto di prelazione, ma non l'ha fatto. A ciò si aggiunga che tutte le spese, ordinarie e straordinarie, sono a nostro carico, mentre prima ci aiutava la Provincia di Brescia, che costruì l'edificio negli anni Sessanta». Quanti fondi destina il Ministero all'Archivio di Brescia? «L'anno scorso abbiamo ricevuto solo 400 euro per l'acquisto di riviste scientifiche, una cifra ridicola. Non riusciamo nemmeno a pagare regolarmente le bollette di A2A». Secondo lei è una situazione risolvibile in tempi brevi? «Purtroppo no, perché il Ministero fa fatica a gestire gli Archivi di Stato e i politici non capiscono quanto sia importante investire in cultura. Per noi il problema è anche doppio, poiché i fondi archivistici, a differenza dei monumenti o dei siti archeologici, non attirano forme di sponsorizzazione privata». È favorevole a un inserimento dei volontari nell'Archivio di Brescia? «Certamente; speriamo solamente di abbattere le barriere burocratiche che lo impediscono».
Brescia, Archivio di Stato. La direttrice: non riusciamo a pagare regolarmente neppure le bollette
La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, guidata da Daniela Fugaro, affronta problemi di personale e risorse per l'Archivio di Stato di Brescia. Il personale è scarsamente formato, mancano archivisti e addetti alla distribuzione, mentre gli archivisti formati dalle Scuole di Archivistica sono pochi e preferiscono rimanere in altre regioni. Il Ministero non bandisce concorsi pubblici per gli archivisti di Stato, e gli istituti di conservazione italiani hanno condizioni economiche pessime. L'Archivio di Brescia è in locazione passiva e paga affitto a una società privata, mentre tutte le spese sono a carico del personale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo