A Roma, all'ingresso del Foro Italico, c'è un obelisco con una grande scritta a caratteri cubitali: «Mussolini Dux». Generazioni di tifosi romanisti (tradizionalmente di sinistra) sono andati all'Olimpico passando davanti a quella scritta senza fare una piega. La discussione che si è aperta a Brescia, a settant'anni dalla caduta del Duce, sull'opportunità di riportare in piazza Vittoria una statua che tra l'altro a un primo sguardo non richiama alcuna simbologia del regime, è indicativa della diversa memoria del fascismo coltivata nelle diverse città d'Italia. Penso che la decisione spetti ai bresciani. Non mi permetterei, pur conoscendo e amando Brescia, di dire la mia. Se posso dare un suggerimento, credo che sarebbe giusto discuterne senza pregiudizi. Non è in questione l'antifascismo, profondamente e giustamente radicato in città. La lapide di piazza della Loggia, il sangue, la memoria della strage accanto alla memoria della guerra di liberazione sono i monumenti che assicurano che Brescia non ha dimenticato e non dimenticherà. Per questo non deve avere paura di una statua. È vero che all'epoca si dedicò pomposamente l'opera di Dazzi all'«Era Fascista». Ma fin da subito fu ribattezzata dal popolo «il Bigio». E il caffè Impero, purtroppo appena chiuso, era chiamato «Café dele Ciape». Ancora a regime imperante, i bresciani con tipico pragmatismo lombardo avevano saputo demitizzare la statua; non si vede perché dovrebbe essere vista oggi in chiave ideologica. Tanto più che a molti appare una bella statua. Anche se sarebbe stata ancora più bella se scolpita nel marmo di Botticino, come lo zoccolo della fontana su cui si appoggiava. Brescia è una città d'arte, pur se molti italiani non lo sanno. Il suo fascino viene dal custodire vestigia romane, altomedievali, romaniche, gotiche, rinascimentali. E anche razionaliste, quindi moderne. Riportare piazza Vittoria al suo aspetto originale può avere un senso. Anche se la cosa più importante sarebbe valorizzare tutte le eccellenze artistiche e architettoniche della città. Il recupero del complesso di Santa Giulia è un passo importante, cui devono seguire altri. Ricordo lo sgomento quando trovai sbarrata la porta del Duomo vecchio, e mi spiegarono che d'inverno era spesso chiuso. Ma ci rendiamo conto di cosa farebbero del Duomo vecchio, se fosse non dico in un altro continente ma in altri Paesi europei che non hanno le nostre ricchezze? Vogliamo scommettere che se lo avessero i tedeschi, i danesi, gli inglesi ne farebbero un'attrattiva turistica? Ad Alba vent'anni fa nessuno avrebbe immaginato che una cittadina priva delle bellezze artistiche di Brescia sarebbe diventata l'epicentro di una zona turistica. Circondata dalla Franciacorta, da due laghi bellissimi, da colline e montagne, Brescia può diventare un polo d'attrazione, anche per i nuovi turisti che arriveranno sempre più numerosi in Italia dalle potenze economiche emergenti. È evidente che il turismo, l'arte, la cultura non sostituiranno la manifattura; ma rappresentano un tassello importante del nuovo modello di sviluppo che anche il Nord deve darsi. La priorità è valorizzare quello che già c'è. Se a questo si aggiunge il Bigio, non sarà certo lui a rendere Brescia una città inconsapevole dei suoi valori di democrazia e libertà. Anche perché le pietre di inciampo in memoria di Guido e Alberto Dalla Volta, martiri della Resistenza, sono subito lì dietro a ricordarli.
Brescia. Perchè il Bigio non fa paura
A Brescia, a settant'anni dalla caduta del Duce, è stata proposta la riposizione in piazza Vittoria di una statua di Mussolini, nota come il "Bigio". La discussione è aperta e la decisione spetta ai bresciani. Il sottoscritto non intende esprimere la sua opinione, ma suggerisce di discutere senza pregiudizi. La lapide di piazza della Loggia e la memoria della strage sono i monumenti che assicurano che Brescia non ha dimenticato il fascismo. La statua è stata demitizzata dal popolo durante il regime, e non è necessario vedere il Bigio in chiave ideologica. Brescia è una città d'arte con una ricca storia e una grande varietà di stili architettonici.
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