Promessa di Grasso e Profumo in visita a Coroglio «Ci stiamo impegnando anche per gli stipendi» Come aveva promesso, il presidente del Senato Piero Grasso è tornato in visita a Città della Scienza, il polo scientifico napoletano distrutto dall'incendio del 4 marzo. Ed è tomato per fare altre due promesse: «La ricostruiremo in meno di due anni». E poi, ai lavoratori: «Ci siamo impegnati per fare tutto il possibile per avviare le pratiche per fare avere liquidità alla Fondazione in modo da pagare gli stipendi arretrati da i i mesi». Ieri mattina, con Grasso è tomato a Coroglio anche il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, che ha aggiunto: «Città della Scienza sarà più bella di prima e naturalmente la rifaremo qua e in meno di due anni perché il tempo è fondamentale. Oggi è un giorno importante perché si dà il segnale che Città della Scienza è tornata». Di segnali, in realtà, ieri ne è arrivato più di uno. Prima che Grasso e Profumo giungessero, l'area ex industriale circostante il polo scientifico è stata posta sotto sequestro dai pm di Napoli, secondo i quali la bonifica già realizzata non sarebbe in realtà tale. E questo rende improbabile una rapida ricostruzione di Città della Scienza in una sede diversa da quella attuale. Tale ipotesi, stata ventilata nel decreto firmato proprio da Profumo insieme con il collega di governo Fabrizio Barca, ha fatto infuriare Vittorio Silvestrini, il fisico che del polo scientifico è stato il fondatore ed è tuttora il presidente. Il decreto, tra l'altro, affida la decisione sul luogo della ricostruzione a un comitato presieduto dall'assessore regionale Guido Trombetti e, prevedendo lo stanziamento di fondi pubblici, stabilisce che la gestione scientifica e quella economica siano separate. Questi due altri aspetti hanno fatto ancor più arrabbiare Silvestrini, che ha parlato di «editto bulgaro» e di «esproprio» ai danni della Fondazione Idis. La visita stessa di Profumo e le sue dichiarazioni «La rifaremo qua» ora appaiono segnali di pace. Cosa ne pensa Silvestrini? «Il sequestro rende impossibile ciò che comunque sarebbe stato molto difficile, sarebbe stata un'impresa difficile per i tempi e i costi», commenta il fisico a proposito delle ipotesi di delocalizzazione. Aggiungendo che ricollocare il museo distrutto dal fuoco comporterebbe grandi problemi anche perché l'area ex industriale non è urbanizzata. Silvestrini ammette di avere parlato con Profumo e di avere ribadito con lui la propria posizione. Il ministro avrebbe a sua volta compreso che la durezza di Silvestrini è scaturita dalla sua grande passione per il progetto. Insomma, a quanto pare, è pace fatta. Fermo restando che si dovrà verificare se effettivamente si potrà ricostruire in loco senza problemi, come sostiene il presidente della Fondazione Idis. Forse, al di là delle dichiarazioni e delle promesse di Grasso e di Profumo, potrà fare chiarezza il comitato costituito ad hoc. Nel frattempo, la visita del presidente del Senato e del ministro hanno costituito a Coroglio una festa nella festa per la riapertura con i ragazzi delle scuole. Ieri a Città della Scienza c'erano circa cinquecento allievi di nove istituti medi e superiori di Napoli e provincia. E con i ragazzi hanno a lungo conversato i due rappresentanti istituzionali, che hanno anche visitato le nuove esposizioni allestite in spazi al chiuso e all'aperto in un'area di 2.000 metri quadri dedicata ai più piccoli. Grande curiosità ha destato in particolare una mostra di grandi farfalle (vive). Sollecitato sul tema, Grasso ha parlato anche del sequestro della zona ex industriale: «E una cosa indipendente da Città della Scienza ha detto e va nella linea di una bonifica dell'ambiente. Per questo bisogna appoggiare l'azione di magistratura e forze di polizia. Il sequestro è anche funzionale a evitare che i reati siano reiterati». Il presidente del Senato, assieme a Profumo, si è intrattenuto con il bambino di 9 anni reso famoso in tutta Italia da un suo tema dedicato all'incendio di Città della Scienza. Ieri c'era anche lui, Ciro, con i compagni della scuola elementare Giovanni Paolo II di Boscotrecase, a festeggiare la riapertura e a ribadire ciò che aveva scritto nel suo tema: «Per diventare delle persone perbene ricordatevi queste solenni parole: bisogna rispettare sempre la legge e dire di no alla criminalità!».