La soprintendente David a rapporto.Per Palazzo reale in arrivo 9,3 milioni. Una riunione a tre, in una delle stanze di Castel dell'Ovo; in uno dei siti architettonici più prestigiosi di Napoli s'è parlato di un altro sito: la Reggia; scossa in questi giorni da vicende che ne hanno dimostrato la fragilità. Attorno ad un tavolo, la soprintendente al monumento vanvitelliano Paola Raffaella David, il direttore regionale ai Beni culturali Gregorio Angelini e Antonia Pasqua Recchia, funzionaria del dicastero di via del Collegio Romano, spedita a Napoli dal ministro Ornaghi con il compito di vederci chiaro sulla situazione della Reggia e (ma nessuno lo ammetterà) per fare rapporto direttamente a Roma. Un summit breve, ma compendioso. Conviene partire dal non detto, ma è ben più che una palpabile sensazione. L'architetto David è stata chiamata a riferire come persona «informata dei fatti»; a chiarire le ultime due burrascose settimana che hanno avuto la Reggia come protagonista: il crollo dei visitatori a Pasquetta (-3o); gli atti di vandalismo (il disastroso giovedì in Albis); i casi di incuria. Non è salita sul banco degli imputati ma, insomma, ha dovuto far una ricognizione («Abbiamo parlato di Reggia ma non solo», taglia corto). «L'architetto David ha tutto il nostro sostegno afferma Angelini . Non è in discussione la sua figura ma è vero che abbiamo discusso della Reggia, soprattutto di quello che si deve fare a breve». E quel che si deve fare per il direttore regionale è trattare il sito casertano come Pompei, vale a dire con il coinvolgimento di tutti: il ministero certo, ma anche Comune e Provincia e mondo delle associazioni. «Occorre superare spiega le contrapposizioni far David, il sindaco Del Gaudio, il presidente della Provincia Zinzi». Ma quel che Angelini sottolinea è che con il ministero forse anche accelerati dall'emergenza si sono trovati 9 milioni e 30o mila euro per la ristrutturazione degli esterni. «Risorse non ancora erogate, ma sono state superate le complicazioni per arrivarci. Sono fondi rivenienti dal piano attrattori culturali. Pensiamo che in futuro non potrebbero essere i soli. Infatti, con il ministero si sta studiando un'ipotesi per tenere in loco i due milioni anni che la Reggia incamera dalle visite, anziché trasferirli allo Stato come oggi avviene per legge. Con queste risorse si potrà supportare meglio la manutenzione dei luoghi e degli ambienti. Non risolviamo tutti i problemi, ma è un buon inizio». Perché di problemi che ne sono? «La gestione conclude Angelini può essere migliorata e non esiste nessuna preclusione a farlo».