Sotto la casa di cura ci sarebbero anche case primitive. La Soprintendenza parla di «strutture dell'età del ferro» Case primitive, risalenti all'età del ferro, si troverebbero sotto la casa di cura Villa San Giuseppe ad Anzano: lo sospetta il comune di Alzate, il municipio di confine. Una cittadina rimasta sepolta da secoli, potrebbe avere anche tremila anni, che aveva un suo cimitero: la serie di tombe antichissime già portate alla luce dagli scavi, sotto la rotatoria del centro commerciale, sulla ex statale Briantea. Un sito archeologico esteso. Per la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, infatti, anche la zona interessata dal passaggio del metanodotto, al confine tra i due paesi, potrebbe dare alla luce ritrovamenti antichi I recenti lavori sono stati interrotti e proseguiranno a breve con una certa delicatezza La lettera È del 26 marzo la lettera inviata dalla Soprintendenza ai due Comuni e al comando carabinieri tutela patrimonio culturale di Monza L'oggetto è «area di interesse archeologico». È stato il comune di Alzate a chiedere informazioni dopo lo stop imposto ai lavori per lo scavo del metanodotto. La Soprintendenza dà un aggiornamento importante. «L'areale oggi occupato dalla casa di cura San Giuseppe - scrive Raffaella Poggianti Keller, il soprintendente - è indicato come area di possibili ritrovamenti archeologici proprio per la sua conformazione, in altura, e per la vicinanza ai ritrovamenti». Viene fornito quindi un elenco aggiornato dei resti rinvenuti. Ad Alzate, oltre ai «resti di murature di epoca incerta», sull'altura Piantella di Fabbrica Durini, vi sono anche le due epigrafi di epoca romana, ritrovate presso la chiesa di San Pietro. E poi, quanto rinvenuto tra il 2008 e i12009 Le «strutture di epoca incerta» al Fornetto di Fabbrica e, soprattutto, la «necropoli e strutture di età del ferro» e le «evidenze di epoca neolitica», alla rotatoria tra la Como-Bergamo e la strada provinciale 40, verso Alzate. Già saccheggiate Le tombe, come aveva riferito allora la Soprintendenza, non presentavano corredi funebri. Furono già saccheggiate nell'antichità. E niente scheletri: all'epoca era diffusa la cremazione. Ad Anzano, dove era già spuntata un'epigrafe al parco di Villa Carcano, «l'area presso la casa di cura Villa San Giovanni» viene indicata come «area a rischio archeologico per la vicinanza dei rinvenimenti effettuati nel Comune di Alzate». E per le informazioni raccolte dal municipio di Alzate, sotto Villa San Giuseppe, vi sarebbero proprio le case dei primitivi