«Una città per gli archivi», progetto delle Fondazioni Carisbo e Del Monte per digitalizzare due secoli di storia II sito È stato pensato per consultazioni di diverso genere, con schede sia sintetiche che dettagliate Conservare la memoria della città dalla fine dell'800 ad oggi. Memoria fatta di parole, immagini e sonori; riposta e dimenticata o inevitabilmente usurata dal tempo. Memoria familiare e collettiva che ci racconta non solo di grandi e a volte tragici avvenimenti ma anche di storie più piccole, delle tante realtà che nell'ultimo secolo hanno costruito la storia bolognese. L'intento di serbare i tanti archivi del territorio cittadino e renderli fruibili a tutti ha portato alla realizzazione di «Una Città per gli Archivi», progetto congiunto di Fondazione Del Monte e di Fondazione Carisbo: un percorso composito avviato nel zoo7, che oggi giunge alla fase conclusiva con la presentazione del portale (http:cittadegliarchi-vi.it) appena inaugurato e dove sarà possibile accedere al prezioso patrimonio di informazioni catalogate e digitalizzate. Il progetto prima iniziativa così importante che vede le due fondazioni insieme quali soggetti ideatori e finanziatori, con un investimento complessivo di sei milioni di euro equamente divisi si è sviIluppato in diverse fasi (con il coordinamento di Angelo Varni, consigliere della fondazione Del Monte), con la consulenza scientifica di un comitato di esperti; in primis c'è stata l'individuazione e la messa in sicurezza degli archivi spesso conservati in ambienti non idonei, poi la catalogazione e infine la progressiva digitalizzazione. A dare l'idea della complessità del lavoro fatto basti dire che ha coinvolto circa ottanta fra archivisti, restauratori, storici della fotografia, esperti di grafica e informatici provenienti da diverse parti d'Italia. Si è giunti così a zoo archivi recuperati, fra cartacei, audiovisivi e sonori, raccolte fotografiche e di manifesti, provenienti da partiti politici, enti assistenziali, organizzazioni sindacali, istituzioni culturali; e ancora archivi ospedalieri, scolastici, di famiglia fino a quelli degli enti locali. Un vera mappatura della molteplice memoria cittadina, catalogata ed e questa la peculiarità del progetto non per ente o soggetto ma in maniera trasversale, per territorio. Caratteristica questa, sottolineata dal presidente della fondazione Del Monte, Marco Cammelli: «E un modo inedito di operare, che focalizza l'attenzione sul territorio; siamo molto contenti della cooperazione con la Fondazione Carisbo ha detto ; progetti come questo, senza alcuno scopo promozionale, dovrebbero essere la vera funzione delle fondazioni». Cammelli ha poi ricordato come sia stato possibile stanziare una cifra così cospicua: «L'abbiamo pensato nel 2006, l'anno successivo era ancora l'età d'oro per le risorse, basti dire per l'anno in corso la nostra fondazione erogherà complessivamente sei milioni di euro. Il progetto era fra i quattro strategici per noi, insieme all'iniziativa sulle periferie Bella fuori, un progetto contro la dispersione scolastica e uno a Ravenna». Soddisfazione per il risultato ottenuto, espressa anche da Fabio Roversi Monaco, presidente della fondazione Carisbo che ha evidenziato come, oltre al valore dell'iniziativa: «in condizioni di difficoltà per il mondo del lavoro, si sia potuto impiegare tanti giovani professionisti». Il portale e già attivo, ad oggi sono online 57 archivi che dovrebbero arrivare a 100 entro l'anno; si è scelto di digitalizzare solo i documenti più significativi e al termine dovrebbero essere 2oomila; il sito è pensato per consultazioni di diverso tipo, con schede sintetiche e più dettagliate, corredate di link, anche alla rete delle biblioteche cittadine. Per Stefano Vitali, soprintendente archivistico dell'Emilia Romagna è stato fondamentale l'approccio complessivo del progetto, mirato ad un impegno per la collettività e fatto con passione da tutti i partecipanti; il direttore dell'Istituto Beni Culturali della regione, Alessandro Zucchini ha evidenziato lo sforzo necessario per la realizzazione del progetto: «La cifra stanziata corrisponde più o meno a quanto il nostro istituto ha erogato complessivamente negli ultimi 25 anni; quest'anno purtroppo il nostro budget per i finanziamenti è uguale a zero».