Il presidente del Senato Pietro Grasso, ed il ministro dell'Istruzione e della Ricerca, Francesco Profumo, hanno partecipato ieri al la riapertura alle scolaresche dello Science Center di Città della Scienza dopo il devastante rogo di un mese fa. Al taglio del nastro dell'area espositiva, Grasso e Profumo hanno ribadito la volontà di voler ricostruire «in meno di due anni» Città della Scienza. Per il presidente dell'Idis Vittorio Silvestrini: «Ora è impossibile traslocare Città della Scienza». Da una parte l'inaugurazione di un'area espositiva di duemila metri quadri. Dall'altra, invece, i carabinieri del Noe intenti a porre i sigilli ai suoli dell'ex ltalsider, ettari martoriati da un mix micidiale di rifiuti e terreno su cui aleggiano reprimende pesanti come macigni. Sono le due facce di Bagnoli: quella raggiante, che cerca di rinascere dalle ceneri di Città della Scienza, e quella infangata da un passato recente di infamie e veleni. E in questo spaccato stridente che il presidente del Senato Pietro Grasso, ed il ministro dell'Istruzione e della Ricerca, Francesco Profumo, hanno partecipato alla riapertura alle scolaresche dello Science Center di via Coroglio. Al taglio del nastro dell'area espositiva, il presidente del Senato Grasso e il ministro Profumo hanno ribadito la volontà di voler ricostruire «in meno di due anni» Città della Scienza. «Dove nascerà? Sarà come prima?» chiede ai due Raffaele, studente del II Circolo didattico di Pomigliano d'Arco. «L'idea è quella di ricostruire la struttura nel giro di due anni» spiega Profumo, invitando i bambini a mandare al ministero «i progetti su come vorreste che sia la nuova Città della Scienza». «Voi inviatemi le vostre idee ed io verrò a trovarvi» assicura il ministro, mentre per il presidente Grasso il sequestro dell'area di Bagnoli «è una cosa indipendente da Città della Scienza e va nella linea di una bonifica dell'ambiente. Per questo - aggiunge l'ex procuratore nazionale antimafia - bisogna appoggiare l'azione di magistratura e forze di polizia per ripristinare l'ambiente com'era prima delle violenze fatte da altri. Il sequestro è anche funzionale ad evitare che i reati siano reiterati». Una riapertura condizionata dai primi rumors sul terremoto giudiziario che si è abbattuto su BagnoliFutura, e che riaccende il dibattito sulla ricostruzione dei padiglioni distrutti dalle fiamme lo scorso 4 marzo. Tanti bambini in grembiule, sorrisi e gioia, pullman provenienti da Napoli e dal suo hinterland, mentre ad un centinaio di metri di distanza scattavano i primi sequestri delle aree inquinate. Per i vertici di Città della Scienza, in fondo, non è nemmeno una sorpresa. «La nostra posizione è stata chiara sin dall'inizio - commenta Vincenzo Lipardi, amministratore delegato della Fondazione Idis-Città della Scienza - Delocalizzare questa realtà su un terreno del genere è come entrare in un pantano dal quale non si esce più. Sulla carta, il piano regolatore prevede la realizzazione di un parco urbano, e quindi la bonifica completa dell'area. Il Comune di Napoli e le altre istituzioni si sono mossi con troppa disinvoltura. Noi, ad ogni modo, andremo avanti per la nostra strada». Un salto nel vuoto, dunque, l'ipotesi di dislocare Città della Scienza nell'ex acciaieria. Prima di sbilanciarsi, il sindaco de Magistris e gli altri avrebbero dovuto confrontarsi anche con la Procura. Non era mistero infatti che sui suoli dell'ex area Ilva fosse da tempo puntata la lente d'ingrandimento degli inquirenti. Ed oggi che la bufera giudiziaria si è abbattuta sui vertici della «Stu» di Bagnoli, il presidente della Fondazione Idis-Città della Scienza, Vittorio Silvestrini, continua a palesare tutto il suo scetticismo per le ipotesi del comitato avallate dal decreto interministeriale dello scorso 28 marzo. «Ora è impossibile ciò che era già molto difficile, cioè traslocare Città della Scienza - chiosa - La delocalizzazione è un'impresa rischiosa, sia in termini temporali sia in termini di costi. Il piano regolatore, inoltre, prevede piani ben diversi da quelli finora indicati. Non è un problema economico. I denari si possono reperire dalla finanza ordinaria, quelle che contano sono le scelte e le risposte da dare alla malavita organizzata. Bisogna fare presto».