Il bene comune è la pratica della legalità «Io al Quirinale? Cosa onorevole ma astratta» Salvatore Settis, lei ha dichiarato che in Italia "per il paesaggio, l'ambiente e il territorio prevale la logica del profitto immediato di pochi, anziché la logica del bene comune": cosa fare per sconfiggere questa logica? Bisogna chiedere innanzitutto la legalità. Se le pratiche amministrative e di governo vanno verso questa direzione, allora la legge interviene a favore del bene comune: il codice dei Beni Culturali antepone l'interesse generale davanti a quello del singolo. Nonostante la Costituzione - non solo con l'articolo 9 - ribadisca questa importanza, ancora prevale la logica dell'illegalità: i cittadini debbono riappropriarsi della Costituzione, chiedere il rispetto della legalità. Solo in questo modo si potrà aprire una pagina nuova, partecipata, della valorizzazione culturale e artistica del nostro territorio. Il Paese in questo momento è "in stallo", in attesa di un nuovo governo, quali secondo lei le priorità della politica che il nostro Paese dovrebbe attuare per un'efficace tutela del paesaggio? Penso sia importante constatare la distanza molto grande fra le pratiche di governo e l'orizzonte dei diritti. Noi viviamo in un Paese che ha diritti molto importanti che non tutti hanno: per esempio l'art. 32 (diritto alla salute - negli Stati Uniti non c'è), o l'art. 4 (diritto al lavoro) ma anche l'art.21 (libertà di pensiero). Fra questo orizzonte e le pratiche di governo si è creato un abisso e questo abisso si sta allargando. In questo momento di grave crisi economica stiamo restringendo lo spazio dei diritti del cittadino, in nome della crisi dell'economia. L'Italia è il terzo Paese al mondo dopo Turchia e Messico per evasione fiscale: nel 2012 non abbiamo pagato 1.560 miliardi di tasse. Se riuscissimo a pagare potremmo riportare al centro la scuola, la ricerca, l'università. Un altro modo potrebbe essere quello di ridurre le spese militari che sono altissime. E' importante farsi delle domande di fondo su quali sono le vere priorità del Paese. Una di queste domande è: di quale Patto di stabilità parliamo? Della stabilità di bilancio o quello della società? In "Azione popolare, cittadini per il bene comune" lei esorta ad andare oltre l'indignazio ne, a recuperare quel senso civico pieno che dovrebbe appartenere a tutti ed essere garanzia di democrazia, i cittadini devono riguadagnare sovranità, come, in quali modi? I cittadini hanno saputo fare azioni molto efficaci, per esempio con il referendum sulle acque, sono riusciti a raccogliere un grandissimo numero di firme e hanno vinto il referendum. Questa è un'azione molto importante per riguadagnare sovranità. Un modello di azione popolare, quella del referendum, che è previsto dalla Costituzione. Bisognerebbe moltiplicare l'uso di questi strumenti per riappropriarci della sovranità C'è un legame profondo tra la storia culturale italiana e il suo futuro, lei si è sempre speso moltissimo per affermare questo valore: cosa si può fare perché le nuove generazioni e quelle future possano avere più consapevolezza di quella avuta fin qui? Bisogna partire dal futuro. Pensare al benessere di quelli che non sono ancora nati. Abbiamo il dovere di lasciare a quelli che nasceranno fra 100 anni un mondo migliore di quello che viviamo noi. Se partiamo dai diritti delle generazioni, allora agiamo nella giusta maniera. Abbiamo bisogno di guardare alle nostre future generazioni con quello che nel libro chiamo "lungimiranza bifronte": guardare molto indietro per guardare molto avanti. Se non facciamo questo, mancheremo al nostro dovere di umanità Un Paese uscito dalla seconda guerra in ginocchio è riuscito a scrivere una carta costituzionale fra le più belle al mondo, quali le cause per una così difficile attuazione in ambito storico artistico e paesaggistico? Causa principale è il divorzio fra l'improvvisa crescita del benessere economico e la mancanza di una crescita culturale. Negli anni Cinquanta e Sessanta il boom del benessere conomico non è andato di pari passo con una crescita culturale: la scuola è rimasta indietro rispetto alla società Il fatto che si sia fatto, da più parti, il suo nome quale presidente della Repubblica, che effetto le fa? Una cosa molto onorevole, ma molto astratta.
Settis: Costruire il benessere di chi non è nato
Salvatore Settis, un noto storico e critico d'arte, ha espresso la sua preoccupazione per la pratica della legalità in Italia, affermando che la logica del profitto immediato di pochi prevale sulla logica del bene comune. Settis ha sottolineato l'importanza di chiedere la legalità e di garantire il rispetto della Costituzione, in particolare l'articolo 9, che ribadisce l'importanza dell'interesse generale. Ha anche criticato le pratiche di governo che non rispettano la legge e ha chiesto di ridurre le spese militari e di aumentare le spese per la scuola, la ricerca e l'università.
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