BRUXELLES, 18 MAR - Polemiche all'Europarlamento su quello che per Vittorio Sgarbi e' un rischio svendita per i tesori dell'arte italiana: l'hanno evocato oggi l'ex sottosegretario ai beni culturali e l'eurodeputato Pdci Lucio Manisco nel corso di un'audizione alla commissione cultura dell'Europarlamento, duramente contestata pero' dall'azzurro Mario Mauro. Riprendendo alcuni degli argomenti dell'audizione, la "strana coppia" - la descrizione e' di Manisco - ha criticato in una conferenza stampa "gli aspetti piu' nefasti della legislazione italiana" derivanti in particolare "da un articolo della finanziaria del 2001 e dalla costituzione di due societa' (Patrimonio dello Stato e Infrastrutture spa)". Nel Bel Paese oggi e' in vigore "una legge nella quale nessuno dice, per esempio, che gli Uffizi non possono essere venduti", ha detto Sgarbi, secondo il quale la legislazione vigente e' "aberrante" appunto perche' non e' indicato in modo esplicito cio' "che non puo' essere venduto". L'ex sottosegretario ha ricordato la necessita' di rispettare "quei valori - quali l'altare della patria, i musei italiani, gli archivi dello stato o le prefetture - che rappresentano il patrimonio simbolico dello Stato". Sgarbi ha inoltre puntualizzato che "il privato non e' un nemico": il problema non consiste nel "non vendere, ma nell'acquistare e, nel caso delle vendite, di farlo in condizioni in cui il privato dia garanzie e abbia un rigore e una tutela superiori a quello che lo Stato chiede per se"'. Mauro, che e' il vicepresidente della commissione cultura del Parlamento europeo, non ha partecipato all'audizione perche' - ha spiegato in una nota - "l'on. Manisco, strumentalizzando la commissione cultura a fini politici, ha cercato di trasformare un pubblico momento di confronto in una guerra privata contro il programma del governo italiano". All'audizione ha preso parte Giacomo Vaciago, membro del comitato scientifico per la tutela del patrimonio artistico. (ANSA) RIG