Cadono pietre in via della Cinta Esterna e in piazza San Marco Dal municipio si appellano al patto di stabilità. E per adesso la zona è transennata LIVORNO Piovono pietre: non stiamo parlando del noto film di Ken Loach, ma delle Mura Lorenesi che in due tratti, lungo via della Cinta Esterna, sono state transennate per la caduta di frammenti del paramento in bozze di pietra panchina. Il primo tratto, in prossimità di piazza XI Maggio, è stato, in particolare, delimitato con una recinzione metallica da cantiere, mentre per l'altro, non lontano dal Forte San Pietro d'Alcantara, è stata invece adottata la classica transennatura. Ora tocca al Comune. L'ufficio lavori pubblici sta attualmente studiando gli opportuni interventi di ripristino. Mentre per il tratto di Mura lato mare non sussistono particolari problemi, quello verso la stazione San Marco richiederà invece un'opera di ripristino più complessa con il rifacimento del paramento in pietra (già deteriorato ormai da decenni) su entrambi i lati del muro per totale di una settantina di metri quadrati. Un intervento che, eseguito sotto l'egida della Soprintendenza, dovrà comunque attendere la liberazione delle risorse economiche secondo le priorità stabilite dall'amministrazione comunale. Il problema - fanno sapere da palazzo civico - saranno ancora una volta i limiti imposti dal famigerato patto di stabilità interno che bloccano per ora ogni intervento. Alte e sottili, le Mura Lorenesi furono innalzate a partire dal 1835 per volere del granduca Leopoldo II di Lorena (sono perciò dette anche Mura Leopoldine), su progetto di Alessandro Manetti, per racchiudere l'area del Porto franco labronico. Comprendenti varie porte d'accesso (Porta San Marco, Dogana d'Acqua, etc.), di cui solo un paio sopravvissute, le Mura Lorenesi avevano infatti esclusivamente finalità daziarie e non difensive: tanto è vero che, durante la Difesa di Livorno del 10-11 maggio 1849, i cannoni austriaci del generale D'Aspre, vi aprirono facilmente una breccia, proprio accanto alla Porta San Marco. Quasi completamente demolite ai primi del Novecento, le Mura superstiti recano ancora alla sommità la caratteristica dentellatura in laterizio che serviva ad impedire che con le corde si passassero di contrabbando le merci al di fuori della cinta daziaria. Ora tornano a piovere pietre: patto di stabilità o no l'auspicio è che in qualche modo il restauro parta immediatamente e i livornesi non siano costretti tra un anno a vedere ancora quelle transenne.