Già al lavoro il nuovo sovrintendente Rosalba Panvini, archeologa e docente universitaria, che prende il posto di Ferrara E' già al lavoro il nuovo sovrintendente di Ragusa, Rosalba Panvini, che si è insediata lunedì scorso negli uffici di piazza Libertà. Una prima presa di contatto con i vari settori della Soprintendenza, e una prima conoscenza con le realtà territoriali. Ieri prima missione a Palermo per pianificare il lavoro da svolgere nella sede ragusana. La Panvini è stata nominata dal governo regionale la scorsa settimana e succede ad Alessandro Ferrara, chiamato a Palermo per altro incarico. La Panvini, che è anche docente universitario, ha una lunga carriera alle spalle e viene dalla Soprintendenza di Caltanissetta di cui è stata responsabile per sei anni. Conosce l'area iblea perché l'ha vissuta da turista, oltre averne studiato soprattutto i siti archeologicI in quanto è un'archeologa. "Mi accingo a guidare la Sovrintendenza di Ragusa con lo spirito di servizio che ha sempre contraddistinto la mia attività, cioè al servizio della comunità e del territorio - spiega il nuovo soprintendente - cercando di trovare le soluzioni migliori che perseguano l'interesse pubblico, facendo comunque attenzione alle esigenze dello sviluppo del territorio. L'azione che ho sempre adottato. E forse anche per tale ragione sono stata scelta. Ringrazio chi ha avuto fiducia in me, gli organi istituzionali superiori, dal presidente Crocetta all'assessore regionale, al direttore Gelardi, che hanno voluto che venissi in questa realtà consapevoli che avrei trovato un'area molto ricca e pregevole sotto ogni punto di vista. Io amo tutto quel che c'è come beni culturali anche se nasco come archeologa. Ed è quel che ho sempre fatto anche a Caltanissetta. Nell'area iblea ho trovato già un'ottima accoglienza da parte del territorio, ma anche un ufficio con personale qualificato e disponibile. Io sono abituata a lavorare per promuovere il patrimonio culturale che contraddistingue ogni realtà geografica. Farò subito così anche per l'area iblea". Di certo uno dei nodi che attendono il nuovo Sovrintendente è il piano paesaggistico, lo strumento di pianificazione del territorio che ha visto contrapposte le associazioni ambientaliste a quelle di categoria, con in mezzo le istituzioni. Come intende comportarsi nell'applicazione del piano? "Sicuramente con la massima attenzione. Il piano c'è ed è stato adottato e dunque va applicato. So di queste contrapposizioni. I nostri uffici faranno il possibile per cercare di garantire tutte le posizioni, magari riguardando il livello 1 e qualcosa per il livello 2 del piano paesaggistico. Devo ancora conoscere la realtà geografica e geomorfolofica e devo naturalmente ancora recepire le istanze di tutti. Il piano non si può modulare. Va applicato, ma ascolterò tutti". Carenza di fondi e di personale. E' difficile far fruire bene i siti archeologicI, le chiese, i monumenti. Come, secondo la propria competenza, intende muoversi come Soprintendenza? "Purtroppo siamo in un periodo assai difficile perché c'è carenza di fondi e di personale. In verità personalmente ho sempre puntato su sponsor privati e sull'aiuto delle istituzioni, ma anche sulla collaborazione con le associazioni culturali e quelle presenti sul territorio, anche come volontariato, penso alle associazioni dei carabinieri e della polizia. Il patrimonio appartiene a tutti, non è una cosa esclusiva, recuperiamo questo valore. E allora dobbiamo salvaguardarlo tutti insieme, conservarlo per consegnarlo a chi verrà. E dobbiamo cercare di conservarlo nel modo migliore e più consono, ma senza mai fossilizzarlo perché altrimenti sarebbe stantio. Il patrimonio è dinamico e dobbiamo farlo vivere a tutti". La Panvini ha le idee ben chiare anche sulla fruizione dei beni attraverso iniziative che possano coinvolgere soprattutto i giovani, dalle giornate con le scuole ai musei aperti. "Io credo che bisogna operare in sinergia. E credo che si debba partire dalle quattro istituzioni presenti sul territorio e cioè il Parco di Cava Ispica, il parco di Camarina, il Museo Archeologico di Ragusa e naturalmente la Soprintendenza". 11042013