La nuova campagna mira a svelare i motivi della costruzione della cinta nel corso del IV secolo a.C. Nell'area archeologica delle Mura dionigiane di Adrano, sono ripresi gli scavi per approfondire le conoscenze sui resti della cinta muraria realizzata nel corso del IV secolo a. C. da Dionigi il Vecchio a difesa dell'antica Adranon. Al lavoro studenti-soci dell'associazione Sicilia Antica che per un mese saranno impegnati in un'attività di scavo che potrebbe portare a significativi rinvenimenti in settori ancora inesplorati dell'area archeologica di via Catania. Una ventina di volontari della provincia di Catania si alterneranno, dunque, in una campagna di scavi all'interno dell'area archeologica delle Mura dionigiane, aperta per la prima volta al pubblico nel 2010 a conclusione del primo importante intervento di recupero finanziato con i fondi statali del gioco del Lotto e curato dalla Sovrintendenza. Adesso si torna a scavare grazie a un gruppo di giovani studenti volontari di Sicilia Antica in alcuni settori lungo i resti dell'antica fortificazione. «I volontari scaveranno esattamente in tratti della cinta muraria con rocchi di colonne reimpiegata nella struttura - dice Gioconda Lamagna, direttore del Parco archeologico Valle del Simeto - per cercare di stabilire la cronologia e le motivazioni che spinsero alla realizzazione del muro. Dopo la campagna di scavi del 2008 adesso, grazie ai volontari, abbiamo la possibilità di approfondire la ricerca in settori mai interessati dagli scavi». Sino al 10 maggio, dunque, gli archeologi volontari cercheranno di «svelare» altri aspetti di una delle aree archeologiche più importanti del Catanese; per loro, la maggiore parte studenti del settore, la grande opportunità di operare sul campo armati di piccone e attuare importanti esperienze in una struttura che si è sempre prestata per attività didattiche nei confronti di scolaresche del territorio. «Finalità del Parco archeologico Valle del Simeto - aggiunge la dottoressa Angela Merendino - è proprio quella di favorire la conoscenza e la fruizione dell'area archeologica. Ma anche formare i giovani, per questo sono previste anche convenzioni con la scuola di specializzazione di archeologia dell'università di Catania per nuove collaborazioni». SALVO SIDOTI 10042013