La Reggia, la grande ammalata. Adunata di specialisti al suo capezzale, lo stato di debilitazione e degrado da incuria del complesso monumentale continua a nuocere anche all'economia della città, per quel poco che ne è sempre derivato. Per mezzogiorno di domani, giovedì, riunione in Comune del Tavolo Città. «Ho deciso di convocare le componenti dell'organismo per tornare a discutere delle problematiche della Reggia che si confermano a mio avviso emergenziali. Siamo da alcuni giorni protagonisti in negativo di cronache giornalistiche e documentari televisivi che ci stanno coprendo di vergogna; bisogna reagire». Non ci sarà, ovviamente, la soprintendente Paola David alla quale verrebbe riservato il banco degli accusati. La guerra istituzionale, pertanto, continuerà a distanza con accuse reciproche. Ieri, intervenendo all'assemblea provinciale della Confesercenti che nel programma di lavoro aveva inserito il tema del turismo, il sindaco è stato ancora più duro: «La soprintendente David non fa che ritorcere sulla città le accuse di inefficienza gestionale che non soltanto da parte nostra le vengono mosse. Non accetta suggerimenti per la sicurezza del complesso e dei visitatori, come l'intervento dell'Esercito che avevamo ipotizzato, e classifica come incivili i gitanti locali autori delle bravate e del sovraffollamento nella settimana pasquale. E' ora di dire basta, prendiamo posizione contro questa dirigente che nella nostra città viene soltanto un paio di giorni alla settimana». Nella stessa circostanza e sullo stesso argomento l'intervento di Camilla Bernabei, segretaria generale della Cgil. La sua staffilata: «Il punto di degrado cui è giunta la reggia è frutto di cattiva amministrazione del bene, bisogna adoperarsi affinchè la soprintendente sia trasferita in un luogo ove stia meglio». Concorda Clelia Mazzoni, direttrice del Dipartimento economico della Seconda Università: «Se non si mettono persone con capacità manageriali alla gestione dei Beni culturali diceva nel suo intervento la situazione a Caserta sarà sempre di stallo se non peggiore». Sentiamo un altro rappresentante del mondo culturale, Salvatore Delli Paoli, preside del liceo classico ''Giannone" e saggista. Dice: «Il problema della reggia è serio e grave ed è inaccettabile il comportamento della soprintendente. Il monumento va tutelato con ogni sforzo possibile, nonostante le contrazioni finanziarie con le quali, peraltro, noi tutti dirigenti dello Stato abbiamo a che fare. Ci si lamenta dell' organico limitato e si rifiutano proposte di intervento esterno, come quello dell'Esercito. E' logico che senza custodi il parco venga ridotto a campo di calcio e le vasche in piscine. Ma da qui a bollare come incivile i gitanti locali ce ne corre». Conclude: «Mi ha sempre colpito la continua deforestazione della Pineta Vecchia, tante tracce di tronchi tagliati alla base. E' stato mai chiesto un intervento del Corpo Forestale per una riforestazione che fra organi dello Stato sarebbe anche gratis?». Intanto, domenica prossima i dipendenti del sito vanvitelliano saranno riuniti in assemblea per due ore. Ma chi arriva alla provocazione estrema è Nicola Caputo, consigliere regionale del Pd e presidente della commissione speciale Trasparenza. «Se non si è capaci di gestire un bene come la Reggia chiudiamola afferma almeno eviteremo nuovi scempi su uno dei monumenti più importanti al mondo. Apprendiamo di furti e tentativi di incendio difficili da comtrollare. In altre parole non appaiono esserci le condizioni minime per assicurare il corretto funzionamento degli impianti di sicurezza, sorveglianza e antincendio. Non si può certo andare avanti con piccoli interventi tampone, non risolutivi, oltretutto autorizzando le spese in maniera disordinata, ricorrendo alla discutibile pratica della ''somma urgenza"» .