La Fondazione «Verona per l'Arena», guidata da Giordano Veronesi, in collaborazione con Fedora e la Fondazione Arena, organizzano dal prossimo 22 aprile fino a domenica 24, in Sala Maffeiana, la prima Convention europea sul tema «L'Opera lirica nel 21 secolo». Fedora è la federazione europea, presieduta da Federico Mayor, che raggruppa oltre 130 enti, tra fondazioni ed associazioni. Le loro finalità sono quelle di operare «a sostegno» dei teatri lirici europei per quanto riguarda audience e futuro artistico. Quelli di Fedora si collocano in poche parole dalla parte dello spettatore, mentre una similare Federazione, Opera Europa, raggruppa la forza produttiva e decisionale degli stessi teatri lirici. La Convention veronese, sostenuta dalla Comunità Europea, sarà preparatoria al Forum mondiale di Parigi che avrà luogo nell'ottobre 2007. Nel darne notizia ieri, il direttore di Verona per l'Arena, Alfredo Troisi, col responsabile delle relazioni internazionali, Ugo Fatini, ha sottolineato la sua importanza, perché esaminerà «alcune delle tematiche inerenti il settore operistico ed in particolare gli aspetti che interessano più da vicino la realtà italiana, come le nuove produzioni, il finanziamento e la gestione dei teatri d'opera, nonché il ruolo dei privati, delle fondazioni ed associazioni». «Verona ha un teatro anomalo per la duplicità delle sue sedi, l'Arena ed il Filarmonico» ha aggiunto Fatini. «E' un'opportunità unica che la città, capitale europea della lirica, diventi un punto di riferimento così importante nell'ospitare dal prossimo aprile i principali esponenti pubblici e privati del settore». Identica sottolineatura è giunta dal Capo Dipartimento dello Spettacolo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Sicilia. Lo scopo della tavola rotonda veronese si preannuncia, dunque, di particolare significato perchè con essa si vuole offrire alle fonti stabili (soci privati fondatori e sostenitori con i loro finanziamenti), un aiuto addizionale, mettendo sul tappeto non solo i nodi (anche legislativi) che aggravano le difficoltà operative e la gestione dei teatri lirici, ma ponendo anche tanti altri interrogativi. Primo fra tutti, quello concernente lo stesso ascolto dell'opera. «Siamo siculi che sia ancora valido, oggigiorno, soprattutto per i giovani, il modo con cui la facciamo ascoltare?» è stata la giusta osservazione mossa dall'intervento di Fatini. Alla tavola rotonda hanno già dato la propria adesione varie personalità artistiche e specialisti del settore, tra cui Nicholas Payne, direttore di Opera Europa, Ruth Jarratt, del Covent Garden di Londra, il regista Gianfranco De Bosio, oltre a rappresentanti del Ministero dei Beni Culturali (che patrocina la manifestazione) ed al sovrintendente dell'Arena, Claudio Orazi. In questi giorni si sta svolgendo intanto una identica convention a Valencia, in Spagna, quella organizzata da Opera Europa, che raggruppa i sovrintendenti di 82 teatri ai 23 paesi. Coordinarsi per trovare un fronte comune allo stesso problema, sembra essere diventata la parola d'ordine con cui in molti stanno accorrendo al capezzale di un malato grave, come e oggi la musica urica. E a quanto pare, non solo nel nostro Paese.
Rilanciare la lirica, sfida europea
La Fondazione Verona per l'Arena, in collaborazione con Fedora e la Fondazione Arena, organizza una Convention europea sul tema L'Opera lirica nel 21 secolo dal 22 al 24 aprile in Sala Maffeiana. La Convention sarà preparatoria al Forum mondiale di Parigi e sarà sostenuta dalla Comunità Europea. La tavola rotonda sarà presieduta da Giordano Veronesi e sarà affrontata da esperti del settore, tra cui Nicholas Payne, direttore di Opera Europa, e Ruth Jarratt, del Covent Garden di Londra. La Convention sarà un'opportunità per esaminare tematiche come le nuove produzioni, il finanziamento e la gestione dei teatri d'opera, nonché il ruolo dei privati, delle fondazioni ed associazioni.
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