«Se il Comune di Padova non si rende conto che la Cappella degli Scrovegni è a rischio, se non ci sente, significa che sta andando verso la barbarie». Dura presa di posizione da parte di Salvatore Settis, ex direttore della Normale di Pisa, da tempo in prima linea per la salvaguardia del capolavoro di Giotto. Nel mirino di Settis, che ieri era a Padova per presentare il suo ultimo libro «Azione popolare» nell'Aula magna del Bo, ci sono le due opere in cantiere al di là del Piovego: l'auditorium firmato da Klaus Dada in piazzale Boschetti e il complesso residenziale-direzionale Ppi in via Valerf. «Non è ancora provato che queste due opere non influiscano sulla salute della Cappella - ha detto Settis a margine della presentazione -. Occorre riflettere ed approfondire». Sempre ieri, la Commissione cultura di Palazzo Moroni si è riunita proprio per affrontare il tema della Cappella, e stilare un documento che approderà in Consiglio comunale nelle prossime settimane. La mozione «Salviamo Giotto», proposta da Giampiero Avruscio, ha raccolto ieri le adesioni di Michele Tonfato (Idv) e Fabio Scapin (Misto), che portano a 18 il numero dei consiglieri firmatari. Il documento impegna la giunta Zanonato «a bandire un concorso internazionale per la realizzazione di opere di massima salvaguardia della Cappella degli Scrovegni e relativa cripta, che precedano le realizzazioni di altre opere in area Boschetti o zone limitrofe». (a.m.d.d'a.)