Dallo choc per la strabiliante idea dell'assessore ai Lavori pubblici Riccardo Malagoli di mettere una cancellata «a protezione del Nettuno» all'auspicio lodevole ma alquanto riduttivo di Kenneth Harrison Keller, direttore della Johns Hopkins «di vedere meno graffiti rovinare la bellezza della nostra città», il weekend di noi bolognesi non è stato il massimo. Per carità, la presenza della prestigiosa università americana è da sempre motivo di grande orgoglio per Bologna e chi qui vive non può che manifestare al suo direttore la più sincera gratitudine. Ma sarebbe utile risparmiarci timide tiratine di orecchie e usare piuttosto la frusta per farci uscire da uno stato di crescente degrado che avvilisce il nostro passato e avvolge di ombre il presente e il futuro. Diciamo allora che i cosiddetti graffiti altro non sono che volgari imbrattamenti di muri, saracinesche e portoni e non ci si può accontentare di vederne di meno. Sono un oltraggio al senso civico, un pesante costo economico per le parziali e provvisorie ripuliture, un danno incommensurabile di immagine per il turista che passa dopo essere stato anche soltanto a Udine o Trieste, Treviso o Verona; e non parliamo di Londra o Parigi o delle mille città e cittadine americane che Keller certamente conosce assai meglio di noi. E che dire dei mozziconi di sigaretta per terra, ovunque e non solo fuori da bar e ristoranti; delle cartacce gettate; delle deiezioni dei cani, raccolte da un padrone su due; dei giardini, pochi ma pur sempre utili ad anziani, mamme e bambini, devastati nel prato e nei vialetti. Qui un timido ma coraggioso esempio viene da vicino, da San Lazzaro, dove il sindaco Marco Macciantelli ha fatto approvare un severo regolamento di polizia urbana, compreso il divieto di fumo nei parchi; e vedremo presto se rimarrà scritto sulla carta o sarà operativo con le sanzioni ai trasgressori. Perché è con la frusta che si combatte il malcostume e la mancanza di rispetto per la città. I sindaci hanno le armi; se non le usano è per infingardaggine. Come nei più volte auspicati controlli sui bus. Ce ne vogliono di più e servono le multe. A Bologna l'Azienda dei trasporti ha lanciato la «campagna delle buone regole» con fantozziani slogan del tipo «È davvero ben scorretto chi non timbra il suo biglietto». Poi, per educare a scendere dalle uscite e a salire dalle entrate, ha messo sui bus doppi grandi adesivi «solo entrata» e «solo uscita». Peccato che «solo entrata» sia stato affisso all'esterno delle porte e non, come intelligenza richiederebbe, all'interno. Sulla cancellata intorno al Nettuno stendiamo un velo pietoso. Dopo gli sfregi del mitico progetto-Civis da San Lazzaro al centro, a via Irnerio, via dei Mille e via Marconi, autentica violenza al tessuto urbano e all'ambiente, basta dire: giù le mani dal Zigant.