TRENTO Area ex Italcementi, biblioteca d'ateneo, comparto di viale dei Tigli. E ancora, «buco» Tosolini, ex Enderle ed ex Frizzera. Sono questi i nodi urbanistici finiti ieri sul tavolo della giunta di Palazzo Thun: in arrivo, secondo l'agenda, anche una variante. TRENTO Il primo impegno è fissato per domani pomeriggio: a Palazzo Thun il vicesindaco Paolo Biasioli dovrà confrontarsi con la commissione urbanistica per ottenere il via libera al piano attuativo che porterà sette nuove palazzine a Romagnano e dovrà illustrare il nuovo «piano attuativo a fini speciali per insediamenti a Ravina». Poi, nelle prossime settimane, l'organismo presieduto da Alberto Salizzoni dovrà chiudere la più importante partita della riqualificazione dell'area ex Italcementi in Destra Adige. Con un obiettivo preciso: portare in aula la questione entro l'estate. Di più: nello stesso periodo l'esecutivo conta di incassare l'approvazione del consiglio anche sulla travagliata partita della biblioteca d'ateneo di Mario Botta. L'agenda urbanistica di Palazzo Thun è stata definita ieri dalla giunta del sindaco Alessandro Andreatta: in una riunione «politica», durata fino a metà pomeriggio, il primo cittadino e i suoi assessori hanno fatto il punto della situazione, indicando i prossimi impegni e affrontando i nodi critici emersi nelle ultime settimane. Dalla rinascita di viale dei Tigli al destino degli edifici inutilizzati e in stato di abbandono, come l'ex Enderle e l'ex Frizzera. L'argomento che ha occupato gran parte dell'incontro, com'era prevedibile, è stato il futuro del comparto in Destra Adige. E, con esso, il delicato gioco di incastri che interesserà le aree di via Segantini, il rettorato di via Belenzani e il quadrilatero scolastico tra via Brigata Acqui e via Barbacovi. «Con la giunta sintetizza il vicesindaco Biasioli abbiamo definito la situazione: in particolare, ho aggiornato sindaco e assessori sul lavoro svolto finora dalla commissione urbanistica». Un esame che, precisa l'assessore, «deve comunque ancora concludersi»: «L'intenzione dell'amministrazione è quella di portare in aula l'atto di indirizzo prima possibile. Appena sarà terminato il percorso in commissione inizierà la valutazione del consiglio». Sui tempi Biasioli preferisce non sbilanciarsi. Ma un termine lo pone: «Entro l'estate contiamo di avviare il dibattito in aula». E l'estate 2013 potrebbe essere la stagione «giusta» anche per un'altra vicenda che si trascina da anni: il via libera alle deroghe necessarie per la costruzione della biblioteca d'ateneo progettata dall'architetto ticinese Mario Botta. Una spina nel fianco di Comune e università, tanto da essere considerata dall'ex rettore Davide Bassi il «più grande fallimento» del suo mandato. «Per quanto ci riguarda, siamo intenzionati ad andare avanti» ribadisce il vicesindaco. Che ricorda gli ultimi sviluppi della questione: «Dall'ateneo ci sono arrivate tutte le risposte che avevamo chiesto. Ora si tratta di riportare le proposte in aula». A far discutere, in particolare, era stato il nodo dei parcheggi. «L'università assicura Biasioli si è impegnata a mettere a disposizione quanti più posti auto possibile. In ogni caso, nella zona le possibilità di sosta ci saranno». L'ultima parola, adesso, spetterà al consiglio. Anche se il vicesindaco non esclude un passaggio «preventivo» in commissione urbanistica, «almeno per mostrare i rendering che erano stati sollecitati». Ma nella «primavera calda» di Palazzo Thun dovrebbe trovare posto anche l'esame del piano di lottizzazione di viale dei Tigli, a Trento sud. Secondo la scaletta definita dall'amministrazione, entro l'anno dovrebbero essere abbattute le «palafitte» lasciate in piedi dopo la prima operazione del 2006, in modo da dare finalmente il via al restyling immaginato dall'architetto catalano Joan Busquets, con la realizzazione di 110 appartamenti a canone moderato. Il nuovo quartiere, se non ci saranno intoppi, dovrebbe essere pronto nel giro di 4-5 anni. Più vaghi i tempi per la rinascita del «buco» Tosolini di via Piave, anch'esso finito ieri sul tavolo della giunta. «Dal punto di vista urbanistico, la pianificazione è a posto. I privati hanno presentato una loro proposta» sottolinea Biasioli, che con sindaco e assessori ha analizzato anche la situazione di alcuni edifici degradati come ex Enderle ed ex Frizzera. «Il fabbricato di via Brennero ammette Biasioli è quello che crea più preoccupazione. Stiamo cercando dei meccanismi che consentano la demolizione dell'edificio, salvaguardando però la previsione volumetrica a disposizione dei privati». Nell'agenda del Comune ci sono, infine, delle modifiche collegate a progetti già definiti: un cambio di sigla per consentire il trasferimento degli uffici dal Top center all'ex Civica casa di riposo e una variante al Prg collegata alla prevista vendita dell'edificio al civica 54 di via Belenzani.