VERONA Un dipinto che di superficie fa più di cinquanta metri quadri, se lo si toglie dalla parete la cosa non passa inosservata. Non passerà inosservata l'assenza della tela che normalmente si trova nella sala degli Arazzi del Comune di Verona, davanti alla quale si sono sposate decine di coppie promesse. Da questa assenza l'opera non solo uscirà valorizzata, ma ci verrà data l'opportunità di conoscerla decisamente meglio, letteralmente più da vicino. VERONA Non si può dire che l'assenza non si noti, e sarà anche un'assenza lunga, ma ne varrà assolutamente la pena. Perché quando si tratta di un dipinto che di superficie fa più di cinquanta metri quadri, se lo si toglie dalla parete la cosa non passa inosservata. La tela è quella che normalmente si trova nella sala degli Arazzi del Comune di Verona, davanti alla quale si sono sposate decine di coppie promesse. Da questa assenza l'opera non solo uscirà valorizzata, ma ci verrà data l'opportunità di conoscerla decisamente meglio, letteralmente più da vicino. E poi diventerà una delle protagoniste della mostra dedicata a Paolo Veronese (Verona 1528-Venezia 1588) che si aprirà in Gran Guardia tra luglio e ottobre del prossimo anno (al termine della mostra, il dipinto tornerà in sala Arazzi). La mostra, a cura di Paola Marini, direttrice dei Musei Civici di Verona, e di Bernard Aikema, vedrà la collaborazione del Comune con la National Gallery di Londra, oltre che con l'Università di Verona e la Soprintendenza ai Beni Artistici di Verona, Vicenza e Rovigo. Di fatto l'opera, completata dopo la morte di Veronese nell'ambito della sua bottega, da discepoli e discendenti, e che per Venezia era stata concepita, appartiene alle Gallerie dell'Accademia di Venezia, ma si trova a Verona dal 1910, affidata da allora in deposito ai musei della città e poi collocata in sala Arazzi. Viste le dimensioni spostarla non è uno scherzo, e non lo è stato nemmeno in questa occasione (ci è voluta una settimana). Sarebbe stato impensabile trasferirla nel laboratorio milanese che ne ha preso in carico il restauro, così è stato il laboratorio a spostarsi a Verona, aprendo una sua temporanea «succursale» nella chiesa di San Francesco al Corso, nel complesso della Tomba di Giulietta, dove la tela è stata ora sistemata. Ma la cosa più interessante è che «il laboratorio sarà aperto e visitabile, per entrare in contatto con i segreti della tela» anticipa Antonia Pavesi, consigliera delegata alla Cultura del Comune di Verona. Per i dettagli di questa preziosa opportunità di conoscenza di una parte del nostro patrimonio, bisogna però ancora attendere: il cantiere deve ancora essere approntato, e il lavoro sarà lungo. Un lavoro che accompagnerà la tela fino ad essere esposta alla Gran Guardia, uno dei pochi spazi dalle dimensioni adeguate a contenere una tela di tale portata, uno spazio dove finalmente sarà possibile una migliore visione dell'opera. Il dipinto rappresenta una di quelle grandi cene che hanno fatto la fortuna di Paolo Veronese, procurandogli anche seri guai giudiziari a causa della fervente immaginazione che il pittore impiegava nella ricostruzione di episodi evangelici, ritenuta eccessiva dai censori più severi in merito agli argomenti religiosi. Episodi che erano per lui stimolo alla sua fervida invenzione, calando nella sua contemporaneità le storie del Nuovo Testamento. Alla «Cena in casa Levi», come alla fine è stata identificata, la pulizia restituirà quella luminosità, quella brillantezza cromatica di cui Veronese era maestro, ormai nascosta dal tempo. E alla fine la tela farà ritorno nella sua collocazione originaria, o meglio quella in cui siamo abituati a vederla.
Verona. Sala Arazzi perde il Veronese
Un dipinto di Paolo Veronese, "La Cena in casa Levi", che si trova nella sala degli Arazzi del Comune di Verona, sarà temporaneamente spostato per una mostra dedicata al pittore. La tela, che misura oltre cinquanta metri quadri, sarà esposta nella Gran Guardia di Verona tra luglio e ottobre. La mostra, curata da Paola Marini e Bernard Aikema, sarà aperta al pubblico e il laboratorio di restauro della National Gallery di Londra sarà aperto e visitabile. La tela sarà restituita alla sua collocazione originaria dopo la mostra. Il restauro sarà lungo e il cantiere dovrà essere approntato prima che la tela sia esposta.
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