Vittorio Sangiorgio Presidente Coldiretti Salerno Gentile direttore, con grande entusiasmo leggo del dibattito lanciato sul suo giornale e con altrettanto entusiasmo le esprimo il pensiero del giovane imprenditore salernitano (della provincia) che ha deciso di impegnarsi nella rappresentanza per dare un contributo per costruire un futuro migliore per il proprio territorio. E credo che sia giunto il momento di far capire a tutti che il dibattito sulle opere e sui progetti non può essere fine a se stesso perché ci siamo dimenticati (ma questo non solo a Salerno, anche in Campania e In Italia) che il vero misuratore di qualsiasi atto politico che si traduca poi in un pietra o in un evento debba avere come riferimento i giovani e le conseguenze che quell'atto avrà su di essi e il proprio futuro. Salerno non può chiudersi in se stessa e l'ho ribadito in occasione del mio insediamento in Coldiretti, salutandola come la Capitale dell'agroalimentare del Mediterraneo. La questione è proprio questa, ovvero non si può essere "città" solo per le opere ma facendo crescere una coscienza civica e culturale che ci faccia capire il salto di qualità che ormai va fatto. Salerno è abbracciata da gioielli che madre natura e la storia hanno consegnato ai nostri giorni. La Costa D'Amalfi, il Cilento, la piana del Sele,l'agro nocerino-sarnese, il vallo di Diano, le aree interne, Paestum,insomma un giacimento naturale che intorno a Salerno ha creato con impegno, duro lavoro, capacità imprenditoriali e d'investimento, un contesto tale che chiede alla stessa città di proporsi quale portatrice di una crescita provinciale che solo da Salerno può partire. E sono proprio i giovani di queste zone che vedono nella città capoluogo la possibilità dello slancio verso quella traiettoria che esaltando fattori come il turismo, l'agroalimentare, il manifatturiero di qualità, il paesaggio, la cultura e il capitale sociale più forte che abbiamo ovvero creatività e fantasia ,genererà il vero sviluppo di una provincia che può essere traino del Mezzogiorno e ambiziosamente del Mediterraneo. Ma tutto ciò sarà possibile solo se la politica andrà oltre se stessa e i personalismi che cercano il consenso a breve termine, proiettandosi invece su un progetto di ampio respiro e lunga visione che toccherà tutti e comprendendo che le cose non si fanno per noi ma per i nostri figli. Convincendosi che nell'impegno per l'interesse generale si costruisce anche quello particolare. Basta guardare oltre quell'orizzonte a cui tutti facciamo caso quando guardiamo dalla città verso il mare e che ci fa notare una costa che il mondo ci invidia e noi la banalizziamo dandola per scontata. Iniziamo a guardare tutto da una prospettiva diversa e forse capiremo che il vero giacimento di petrolio che abbiamo si chiama "bellezza" e a Salerno è presente in tutte le forme che si possa immaginare.
Salerno si apra al mondo investendo sulla sua bellezza
Vittorio Sangiorgio, presidente di Coldiretti Salerno, esprime il suo entusiasmo per il giovane imprenditore salernitano che si è impegnato nella rappresentanza per costruire un futuro migliore per il proprio territorio. Sangiorgio sottolinea che il dibattito sulle opere e sui progetti non può essere fine a se stesso, ma deve avere come riferimento i giovani e le conseguenze che quell'atto avrà su di essi e il proprio futuro. La città di Salerno non può chiudersi in se stessa e deve fare crescere una coscienza civica e culturale che ci faccia capire il salto di qualità che ormai va fatto.
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