Dopo cinque anni arrivano i carabinieri: l'opera era stata rubata IL 20 dicembre 2005 compra un quadro a un'asta indetta da Pandolfini. Cinque anni dopo quattro carabinieri gli entrano in casa con un ordine di perquisizione e glielo sequestrano. Ora, con suo sommo sconcerto, è sotto processo per ricettazione. E' l'assurda vicenda giudiziaria che ha coinvolto un incredulo architetto fiorentino, C.C., 45 anni, e con lui una signora padovana, L.T., 60 anni, che aveva messo la tela all'asta. Secondo le accuse, il quadro un "Girotondo dei putti" del pittore fiorentino Stefano Ussi (1822 -1901) era stato rubato nell'aprile '98 a un professionista romano. Racconta l'architetto: «Era la prima asta a cui partecipavo. Avevo visto il quadro sul catalogo e poi alla esposizione e me lo sono aggiudicato per 6.200 euro. Cinque anni dopo, il 6 agosto 2010, alle 7 del mattino, mi irrompono in casa quattro carabinieri, di cui due in divisa e armati. Lì per lì non mi rendo conto. Per 10 minuti mi sono domandato: "Sono carabinieri o ladri?". Mi chiedono se ho quel quadro. Certo, è appeso in casa. Mi dicono che era stato rubato a Roma nell'aprile '98. Incredulo, osservo: "Ma io l'ho comprato all'asta", e consegno la ricevuta di pagamento. Mi dicono che per sicurezza, prima di comprare un quadro, bisogna controllare sul sito dei carabinieri sulle opere trafugate. In seguito ho cercato più volte di consultarlo ma non sono mai riuscito ad aprirlo. Poi scopro che prima delle aste i cataloghi vengono mandati alla soprintendenza e ai carabinieri del Nucleo tutela beni culturali. Lo aveva fatto anche la Pandolfini, che oltretutto è un istituto di vendite giudiziarie. Però né carabinieri né soprintendenza avevano fatto rilievi. E come potevo, io privato, scoprire quello che loro non avevano scoperto?» Ma c'è di più. Quando può avere accesso agli atti, lo stupefatto architetto scopre che la signora che aveva messo all'asta il quadro dichiara di averlo acquistato a un mercato antiquario ad Asolo nel '97 (e cioè prima del furto) e che ha chiesto invano alla procura di acquisire dalla sua banca l'assegno che potrebbe confermarlo (a lei, essendo trascorsi più di 5 anni, la documentazione era stata negata). Inoltre, osservando le foto del quadro rubato, l'architetto nota alcune piccole differenze rispetto a quello da lui acquistato. Il figlio del defunto proprietario, a cui la tela è stata restituita, lo riconosce: lo ha confermato anche ieri in aula. Ma l'architetto nel frattempo ha fatto delle ricerche, scoprendo che Stefano Ussi faceva più quadri sullo stesso tema. Della sua opera più celebre «La cacciata del duca di Atene» esistono varie copie praticamente identiche. Quanto al «Girotondo dei putti», altrimenti noto come «Bambocciata », l'architetto ne ha trovate almeno tre versioni. Cosicché è legittimo il dubbio che il quadro da lui acquistato non sia quello rubato a Roma. Il processo riprende il 3 giugno.
TOSCANA - Compra quadro all'asta e va alla sbarra
Un architetto fiorentino, C.C., 45 anni, e una signora padovana, L.T., 60 anni, hanno acquistato un quadro "Girotondo dei putti" di Stefano Ussi (1822-1901) all'asta. Cinque anni dopo, i carabinieri hanno sequestrato il quadro, accusando C.C. di ricettazione. L'architetto sostiene che il quadro era stato acquistato legittimamente e che non ha avuto accesso agli atti della soprintendenza. Ha scoperto che la signora che aveva messo all'asta il quadro dichiara di averlo acquistato prima del furto e che il quadro acquistato da lui è una copia di una delle varie versioni del "Girotondo dei putti".
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