L'intervento serve a rimettere a nuovo il "volto" dell'edificio danneggiato dalle intemperie AVEVA mancato l'appuntamento olimpico e nel 2006, proprio mentre mezza città luccicava a nuovo per i Giochi, alla stazione di Porta Nuova partiva il cantiere. Ma a distanza di sette anni, la stazione principale di Torino (in attesa che Porta Susa le rubi lo scettro), da cui passano ogni anno 70 milioni di viaggiatori, è ancora sommersa dai lavori. Sommersa: è proprio il caso di dirlo visto che da qualche settimana lungo corso Vittorio Emanuele sono comparsi i ponteggi che coprono tutta la facciata. Ci resteranno un anno e mezzo. Lavori per 5 milioni di euro che, spiegano da Ferrovie, non hanno niente a che vedere con il restyling interno (anche quello iniziato nel 2006 e finito solo da un paio d'anni). «Sono interventi di manutenzione delle coperture e dei decori della facciata spiegano da Fs che si sono resi necessari anche a seguito dei violenti temporali che si sono abbattuti sulla città nelle ultime stagioni estive». I lavori, per i prossimi 18 mesi, saranno coordinati da Grandi Stazioni (la società di Fs che gestisce gli scali) ma coinvolgeranno anche i tecnici della Sovrintendenza dei beni culturali, visto che è un bene vincolato. Quello della facciata non è però il solo cantiere che coinvolge la stazione. Sul lato di via Sacchi sono appena partiti, dopo quasi due anni di bonifiche da amianto, i lavori per il nuovo parcheggio sotterraneo: altri 8 milioni di euro per realizzare un multipiano su quattro livelli e 250 posti auto. A breve partiranno i lavori di scavo, subito dopo quelli per la costruzione delle rampe. Fine prevista dicembre 2014. Per allora, sempre che i tempi non si allunghino ancora, forse si sarà capito anche qualcosa in più sul destino della stazione che si trova fuori dall'asse del passante e per la quale, periodicamente, circolano voci di chiusura a vantaggio di Porta Susa. Un vecchio progetto di Ferrovie prevedeva il mantenimento di pochi binari interrati e, al loro posto, un parco urbano, sullo stile di Atocha a Madrid, con appartamenti di lusso. Ma erano altri tempi e c'erano più soldi.