La Soprintendente: «Non si chiude, ma dovremo trascurare i giardini» MANTOVA Palazzo Ducale? Quale Palazzo Ducale? Dimenticato, o quasi. Alla gloriosa reggia dei Gonzaga, una delle più grandi d'Europa e più visitate d'Italia (circa 250 mila ingressi l'anno), per le manutenzioni ordinarie 2013 il Ministero dei beni culturali non ha destinato che le briciole: una parte di quei 200 mila euro stanziati per le due Soprintendenze lombarde (Brescia, Cremona e Mantova da una parte, Milano e le rimanenti province dall'altra). E di grazia. Perché Mantova fino all'ultimo ha corso il rischio che non le arrivassero nemmeno quelle. Un altro sfregio, per il Ducale, dopo quelli patiti con il terremoto dell'anno scorso. E la città museo 35 mila metri quadrati, 4 palazzi e un castello, 950 ambienti anziché preparare il rilancio rischia un tracollo. I dati ufficiali sugli stanziamenti usciranno a breve sul sito Internet del Ministero, ma la Soprintendente Giovanna Paolozzi Strozzi conferma la penuria di fondi: «Confermo questa notizia recente, ma sono convinta che la Direzione regionale dei beni culturali dividerà i fondi equamente. Rimangono molto pochi, ma senza nemmeno questo avremmo dovuto chiudere. Così si sopravvive a malapena. Non so, ad esempio, se riusciremo a curare i giardini». L'anno scorso lo stanziamento era stato di 170 mila euro, comunque non sufficienti: la manutenzione costa dai 400 ai 500 mila euro l'anno. Eppure il lavoro fatto in passato ha permesso di salvare dal sisma alcune stanze della reggia, compresa la Camera degli Sposi. «Spesso mi si dice che bisogna organizzare eventi e mostre per valorizzare questi luoghi aggiunge Paolozzi Strozzi. Quello che non si capisce è che i musei statali, non soltanto il nostro, vivono in grande miseria». La speranza non è persa del tutto: «Mi auguro che il prossimo Governo dia importanza al nostro patrimonio». Il ricorso alla speranza serve anche quando si pensa alle straordinarie che il terremoto ha reso urgenti. Una vasta porzione del palazzo, quella che conduce alla Camera Picta, è tuttora chiusa. Per poter ammirare il capolavoro rinascimentale bisogna restaurare le sale danneggiate che portano al Torrione medievale del Castello di San Giorgio. Ci sono i soldi, 600 mila euro, ma il progetto è fermo alla Soprintendenza di Brescia, che deve attivare la convenzione con l'Università Iuav di Venezia per i restauri. E già i tempi sono slittati rispetto alle previsioni iniziali: da Natale 2013 alla primavera del 2014.