Morelli e Marzano contro la Soprintendente Paola David: è stata sempre sorda alle proposte che abbiamo avanzato A finire sul banco degli imputati, gli industriali casertani non ci pensano proprio. Alla soprintendente Paola Raffaella David che un po' li accusava di ''latitanza" («parole tante, ma fatti pochi», ha detto) rispondono per le rime. Soprattutto non va loro giù quella sorta di peccato di ignavia che insieme a tante altre cose («un più generale contesto negativo», ha asserito sempre la David) ha portato la Reggia verso un destino negletto: -30 di visitatori fra Pasqua e Pasquetta; nel 2012 solo poco più di mezzo milione di turisti, laddove altri monumenti nazionali anche meno blasonati artisticamente hanno fatto meglio. L'EMERGENZA - A mettere a fuoco l'emergenza Reggia è Francesco Marzano, tour operator di professione ma presidente regionale della sezione Turismo delle piccole e medie imprese di Confindustria. «Guardi, le accuse della David ho l'obbligo di rispedirle al mittente, anche perché afferma non sono vere. Parto un po' da lontano ma serve a inquadrare il problema: nel 2008 Confindustria individuò Caserta come territorio-pilota a livello nazionale per lo sviluppo turistico. Ne conseguì un piano vero e proprio, con interventi e cose da poter fare, ma è rimasto lettera morta». Marzano continua. «Gliene dico un'altra: alla David chiedemmo di rivitalizzare il Museo dell'Opera all'interno della Reggia, oggi una struttura quasi abbandonata. Approntammo un business plan, lo presentammo. Sa che fine ha fatto? Nulla. Eppure in quel lavoro dicevamo due cose: trasferire al museo le esposizioni per rivalutare quella struttura; secondo, che sarebbe servito per capire il ''peso" delle esposizioni; contabilizzare i visitatori, perché per Reggia ed esposizioni il biglietto è unico». GLI APPUNTI - Marzano è un fiume in piena, nella sua cartelletta ha un foglio zeppo di appunti; non gli resta che pescare qui e là. Per esempio: «Dicemmo alla soprintendente che ci saremmo offerti per la manutenzione dei giardini prospicienti il sito vanvitelliano. Eravamo pronti a investire 150 mila euro. In contropartita chiedevamo la gestione di quell'area per una serie di eventi convegnistici. La David ci disse che per lei andava bene, salvo la possibilità di disdirci l'appuntamento un mese prima dell'evento. Le pare possibile? Potrei dire ad una multinazionale un mese prima, a evento organizzato, che non se ne fa più nulla? Questo è il segno di una ignoranza manageriale». IL PRESIDENTE - Gli industriali hanno fatto anche alcuni conti: 13 anni fa la Reggia era visitata da un milione 164 mila visitatori; nel 2011 erano 464 mila: in media si sono persi circa 53 mila visitatori all'anno. Anche da queste cifre, ma soprattutto da quel -30 parte Luciano Morelli, presidente di Confindustria Caserta. «Capisco le contingenze enunciate dalla soprintendente: la crisi economica e il maltempo di Pasqua; ma occorre capire perché si è scesi da quel milione a meno di 600 mila. Io penso che la Reggia debba essere maggiormente fruibile; nel senso che pur comprendendo le necessità di tutela la si deve aprire di più. E penso non solo al turista giornaliero, ma anche ad un proficuo turismo congressuale che porterebbe con sé visitatori sicuramente più attenti e rispettosi dei luoghi». Sulla storia delle sponsorizzazioni e dei ''cestoni" per la raccolta differenziata, Morelli promette che farà sua «la battaglia, ne parlerò con la soprintendente per trovare una soluzione. Ma non sarà l'unica. Ho già chiesto alla mia direzione di tirare fuori dai cassetti tutti i progetti presentati in questi anni e su di essi torneremo a confrontarci. Spero con successo».