Un appello per aumentare i fondi del bilancio ordinario dell'Ars, e poter intervenire concretamente sui monumenti a rischio. Questa l'iniziativa promossa da un gruppo di associazioni sensibili alle tematiche artistiche e ambientali, Salvare Palermo, Wwf, Legambiente, Fai, Italia Nostra, che insieme hanno sottoscritto un documento che è una vera e propria richiesta di salvataggio. Un grido d'allarme necessario per salvare i preziosi monumenti del centro storico in stato di abbandono o che addirittura rischiano di crollare sotto il peso degli anni e del disinteresse. «Il 9 gennaio abbiamo fatto pervenire all'Assemblea regionale novanta buste, una per ciascun deputato spiega Vincenzo Scuderi di Salvare Palermo sperando di sensibilizzare i politici su un problema che coinvolge la città e la sua storia. Attendiamo una risposta, sperando in un'attenzione che, a questo punto, è davvero indispensabile». La somma stanziata lo scorso anno ammontava ad appena otto milioni di euro,una goccia nel mare se si considera la quantità di bellezze architettoniche che necessitano di un intervento. «Con quella cifra prosegue Scuderi si è potuto eseguire solamente qualche intervento di somma urgenza, mentre occorrerebbero restauri di ben altra entità. E per quanto riguarda i contributi che si attendevano da Agenda 2000, finora possiamo dire che è stato tutto un flop». Tra i monumenti a rischio, tre rappresentano emblematicamente i punti più alti della bellezza architettonica e contemporaneamente del degrado, viste le attuali condizioni disastrate. Spiega il rappresentante di Salvare Palermo: «Palazzo Bonagia è una vera e propria meraviglia che di giorno in giorno perde pezzi, specie quelli del magnifico scalone, che molti storici dell'arte citano nei loro testi. Poi c'è un altro caso drammatico, quello della chiesa di San Nicolo all'Albergherìa, puntellata con un'impalcatura da ormai sette anni, dove il parroco celebra messa rischiando di finire sotto un crollo che potrebbe verificarsi da un momento all'altro. E ancora, la chiesa della Guilla, che se fosse recuperata sarebbe una piccola perla. Tra l'altro con altri monumenti di grande importanza che si ritrova vicino, completerebbe l'itinerario artistico nel cuore del centro storico della città». L'elenco dei monumenti a rischio, per intero, ne cita ben 66, sui quali è previsto l'intervento solamente «con fondi eventuali». E mentre in città si parla di investimenti per la valorizzazione dei beni culturali, di circuiti internazionali, di scambi, collegamenti e musei, si rischia di dimenticare la cura di quello che si possiede. «Perché allora conclude Scuderi non iniziare la progettazione provvedendo alla salvaguardia del nostro patrimonio?».