CORRADO AUGIAS Caro Augias, da cultore d'amor patrio penso che stiamo messi male a eroi se siamo costretti a poggiarlo sui due marò che hanno ucciso per errore due pescatori indiani mentre scortavano un mercantile. Sul piano umano tutta la solidarietà ai due soldati e alle loro famiglie, onore al loro contegno, rispetto per il Battaglione. Però i due non hanno compiuto un'ardimentosa impresa nel nome della patria, hanno commesso, e spero che non sia vero, un involontario e sciagurato errore uccidendo due innocenti. Certo, erano in acque internazionali, sono stati catturati con l'inganno, in India ci stanno speculando, in politica e in affari. Ma a ruoli invertiti, sarebbe giusto rilasciare due soldati stranieri che uccidessero due cittadini italiani? L'abbiamo fatto con gli americani al Cermis, e dovremmo ancora vergognarcene. In casi come questi vorremmo che ci fosse una vera potenza europea in grado di intimare agli indiani di lasciar decidere a un tribunale internazionale, con un arbitro super partes . Invece l'Europa sa essere dispotica al suo interno ma è impotente all'esterno, quando deve tutelare gli europei. A un patriottismo italiano un po' fuori luogo corrisponde un patriottismo europeo inesistente. In mezzo i quaquaraquà. Marcello Veneziani infomarcelloveneziani.it M arcello Veneziani ha idee politiche precise ma non esista a discostarsi dalla sua parte quando questa eccede o cade nel ridicolo com'è successo al sindaco Alemanno. Mercoledì scorso, 3 aprile, il sindaco ha fatto erigere in fretta di notte un palco a ridosso del Colosseo per reclamare il salvataggio dei marò. Un'oratoria infuocata ha accompagnato la manifestazione con poche decine di persone. Inutili le proteste della Sovrintendenza ai Beni archeologici e dello stesso ministero. La sdegnata risposta del sindaco è stata: «Il valore simbolico della manifestazione è superiore a tutti i cavilli della Soprintendenza». I cavilli sarebbero le norme a tutela del monumento e dei visitatori. Qui interviene la domanda di Marcello Veneziani: è lecito elevare al rango di eroi due fucilieri il cui dignitoso comportamento va indubbiamente elogiato ma che poco hanno a che fare con l'eroismo? Eroi sono quelli che si battono per una causa, una volta si diceva: per la patria. Qui siamo di fronte a due fucilieri affittati a un armatore privato per difendere una nave mercantile. La sciagurata invenzione di questi "affitti" fu proprio di La Russa, l'altra sera si sgolava al Colosseo, quand'era diosalvi ministro della Difesa. Nel Galileo di Brecht c'è un bello scambio di battute tra Andrea Sarti e il protagonista. Dice il primo: "Sventurata la terra che non ha eroi". Risposta: "Felice il paese che non ha bisogno di eroi". Soprattutto quando gli eroi servono alla campagna elettorale di un pessimo sindaco.
ROMA - ALEMANNO Il valore simbolico della manifestazione è superiore a tutti i cavilli della Soprintendenza
Il giornalista Caro Augias esprime la sua disapprovazione per l'eroismo dei due marò che hanno ucciso due pescatori indiani in acque internazionali. Augias sostiene che i due soldati non hanno commesso un'ardimentosa impresa nel nome della patria, ma hanno commesso un errore sciagurato. Egli chiede perché non si rilasciano due soldati stranieri che uccidono due cittadini italiani. Augias critica il patriottismo italiano e il mancato patriottismo europeo, e sostiene che l'Europa è impotente all'esterno quando deve tutelare gli europei.
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