Dopo la denuncia della direttrice dell'archivio di Stato di Cremona Angela Bellardi, ieri ha alzato la voce il direttore dell'archivio di Bergamo, Giovanni Liva: «Anche il piccolo archivio di Bergamo è in una situazione grave. Da tre anni abbiamo ricevuto lo sfratto e ogni due mesi ci arriva una lettera di convocazione. In più lo stabile in cui siamo non è a norma di legge, quindi non possiamo attendere oltre». L'archivio è situato in un ex convento degli istituti educativi di Bergamo. Nel febbraio del 2004 un sopralluogo dei vigili del fuoco ha stabilito che il palazzo non è assolutamente a norma. Il portone d'entrata è troppo piccolo e in caso di incendio il camion dei pompieri non potrebbe nemmeno entrare. I problemi dell'archivio non finiscono però qui: il grosso guaio è che lo spazio è esaurito. I 9000 metri a disposizione per pergamene, manoscritti e lettere antiche sono finiti. Non c'è più un centimetro di spazio, quindi il direttore si trova nelle condizioni di dover rifiutare tutti i documenti che vengono offerti all'archivio di Stato. «Il rischio di dispersione è grande commenta Giovanni Liva il materiale può andar perso, buttato via o bruciato. Bergamo non può perdere la storia scritta della città». L'archivio di Stato di Bergamo contiene circa 46 mila pezzi. Vi lavorano dieci persone tra tecnici e archivisti, ma non c'è nemmeno un direttore di sede. Giovanni Liva è infatti quello che si dice un «direttore a scavalco», cioè provvisorio. Egli è membro della sede di Milano, e due giorni a settimana si reca a Bergamo per dirigere l'archivio. Dopo molti appelli caduti nel vuoto, Liva ha ottenuto per il 22 marzo un'udienza a Roma dal direttore generale degli archivi. «Speriamo che ci diano un finanziamento per una nuova sede oltre che per l'attività corrente», ha concluso. Una situazione paradossale per un archivio che contiene rarità come il testamento di Bartolomeo Colleoni o il foglio matricolare di Papa Giovanni XXIII.
Bergamo, rischio di sfratto per l'Archivio di Stato: Mancano spazi e fondi
Il direttore dell'archivio di Stato di Bergamo, Giovanni Liva, ha espresso preoccupazioni sulla situazione grave dell'archivio. Il palazzo in cui si trova l'archivio è inadeguato e non è a norma di legge, con problemi di spazio e accessibilità. I 9000 metri di spazio disponibili sono esauriti e il direttore è costretto a rifiutare documenti che vengono offerti all'archivio. La dispersione del materiale è un rischio e Bergamo non può perdere la sua storia scritta. L'archivio di Stato di Bergamo contiene circa 46 mila pezzi e lavorano dieci persone.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo