I ladri hanno portato via la testa dell'abate Luigi. La sovrintendenza: "Era una copia" GLI hanno mozzato la testa e se la sono portata via. E non è la prima volta per l'Abate Luigi, una delle statue parlanti della città, adagiata a piazza Vidoni, non lontano dalla basilica di Sant'Andrea della Valle. Un atto vandalico "scoperto" da alcuni abitanti della zona. «Ci ha avvertito un nostro sostenitore chiedendoci: "Ma è normale che l'Abate Luigi non abbia la testa?" Ovvio che no: abbiamo subito controllato cosa fosse accaduto», racconta ora Viviana Di Capua, presidente dell'associazione "Abitanti del centro storico", scoprendo così che era stato nuovamente deturpato uno dei simboli di quella romanità che amava affidare, nei secoli scorsi, a quegli eroi di pietra cartelli in rima ironici e taglienti contro i potenti della Capitale. E che ora, però, giace col capo mozzato. Diverse le reazioni. «È un atto gravissimo e indecente» è stato il commento dell'assessore alle Politiche culturali e Centro storico, Dino Gasperini. Che ha aggiunto: «La statua era recintata per i lavori di restauro del vicino convento dei padri Teatini. È evidente che i vandali sono entrati scavalcando la recinzione. Ora stiamo anche verificando le telecamere di Palazzo Vidoni. Comunque riprodurremo immediatamente la copia della testa. Resta il fatto che si tratta di un atto vergognoso». Di Capua, che con la sua associazione aveva contribuito alla realizzazione del restauro rimarca: «È una cosa molto spiacevole, mi auguro che al più presto venga data dignità alla statua e che si pensi seriamente a illuminarla. Non voglio creare nessun allarmismo, ma è importante che ci sia attenzione e rispetto per le cose di valore che appartengo a tutta la comunità. Va risvegliata l'attenzione dei cittadini ». Il sovrintendente ai Beni Culturali di Roma Capitale, Umberto Broccoli, non ha dubbi: «Oltre che ladri anche cretini. Questo perché hanno portato via una copia della testa», dice. «Girava, tempo addietro, un motto romano che diceva "l'Abate Luigi ha perso la testa" ha poi raccontato . Infatti nell'Ottocento fu trafugata la testa originale. Negli anni Settanta la sovrintendenza ha fatto un calco di una copia conservata nel Museo di Roma in Trastevere. La testa non è altro che una copia di una copia dell'originale. Quindi si può dire che oggi l'Abate Luigi ha riperso la testa». Broccoli ha aggiunto anche di non sapere, al momento, quando sia stata rubata «probabilmente l'altra notte o stamattina (ieri, ndr). Noi abbiamo già denunciato l'accaduto ai carabinieri. Nel frattempo faremo un calco». A conti fatti ridare la testa all'Abate Luigi costerà «tra i 3 e i seimila euro» fa notare ancora il sovrintendente: «L'avevamo restaurata, insieme ad altre tre statue parlanti nel 2009 grazie all'associazione degli abitanti del centro storico». E per ognuna ci erano voluti «circa 10 mila euro». L'ultima volta che l'Abate Luigi "parlò" fu nel 1966. Anche allora fu decapitato e qualche giorno dopo apparve questa scritta: « O tu che m'arubbasti la capoccia vedi d'ariportalla immantinente sinnò, vòi véde? come fusse gnente me manneno ar Governo. E ciò me scoccia».