Scuole, biblioteche e arti "Così può ripartire la cultura" TRE giorni fitti di discussioni. Per stendere, con gli operatori ed i cittadini, un documento che detti le linee della politica culturale targata palazzo San Giacomo. Le Giornate per la cultura promosse dall'assessore Antonella Di Nocera si sono concluse ieri, a San Domenico Maggiore, con una bozza del documento che racconta spunti programmatici e individua obiettivi progettuali. E dato che la cultura, come ha ribadito nell'assemblea conclusiva anche lo scrittore francese Daniel Pennac, è imprenscindibile dalla scuola, ecco che le Giornate chiedono di «ripartire da istruzione e educazione, con scuole funzionanti anche al pomeriggio in rete con il territorio, con spazi verdi, palestre e sale teatrali». Ma per farlo non bastano le risorse locali, ed ecco l'invito al governo nazionale ed a quello regionale, per l'utilizzo di fondi strutturali europei. Centralità anche alle biblioteche municipali, candidate a fare anche da snodo tra le esperienze della società civile sul territorio. E ancora scuole, ma questa volta scuole civiche per le arti, il teatro e il cinema, «magari in collegamento con il tessuto che esiste già e che ha solo bisogno di essere sostenuto e valorizzato per dare forza e continuità alle eccellenze della nostra città, affiancandosi e dando ancor più forza ad istituzioni come l'Accademia di belle arti e il Conservatorio di Musica di San Pietro a Maiella, che sono un modello di crescita formativa e creazione insieme». L'assessore Di Nocera è convinta anche che serva «una task-force interistituzionale con il compito di non perdere più un euro dei fondi europei 2014-2020». Molto ambiziosa, ma gli operatori ci credono, l'idea di costruire una vera e propria "mappa culturale" della città: luoghi, associazioni, gruppi variamente impegnati nel settore cultura. Una mappa con queste «articolazioni essenziali»: la grande biblioteca di Gerardo Marotta, l'archivio e la sistemazione della collezione De Simone, il teatro San Ferdinando, la scuola civica di arti sceniche, la casa e archivio del cinema, il museo della memoria e della Resistenza, la casa museo delle Guarattelle e del teatro di strada, il museo di Totò. «Si ricomincia da qui» afferma la Di Nocera. Da questi obiettivi che entreranno nei programmi culturali del Comune, ma serve «una svolta chiara sul piano nazionale. Un solo dato: l'Italia spende per la cultura lo 0,21 per cento del Pil contro il 2,25 della Francia. Dunque la cultura, come ha chiesto anche Salvatore Settis intervenendo in apertura delle Giornate, deve ritornare al centro delle politiche per il Paese».