Giorgio Cozzolino Soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici Caro direttore, rispondo alle sollecitazioni del professor Biagio de Giovanni, pubblicate ieri. Prima, però, devo necessariamente ricordare che la soprintendenza che dirigo non ha «potere illimitato» sul territorio, che opera in situazione di disagio sempre più crescente per diminuzione degli organici e dei fondi a disposizione (ulteriore riduzione del 70 dei finanziamenti prevista per il 2013) e che non ha più neanche l'auto di servizio per eseguire le ispezioni e la vigilanza sul territorio (l'intera provincia di Napoli): tutte circostanze che non possono non comportare inefficienze e che forse non sono abbastanza note. Io credo che un soprintendente non debba «parlare», ma rilasciare pareri, autorizzazioni, provvedimenti, proporre vincoli, vigilare, promuovere e divulgare cultura. Non si sa, com'è giusto che sia, che la soprintendenza non ha autorizzato almeno tre iniziative previste in piazza Plebiscito, a nostro giudizio non compatibili con le caratteristiche della piazza, che sta predisponendo un vincolo che limiti gli usi della piazza e ne definisca le modalità d'uso, che sta predisponendo uno studio per un vincolo delle pavimentazioni storiche del centro storico, al fine di evitarne la perdita irrimediabile; tanto per rimanere nell'ambito delle competenze di tutela nella città di Napoli. Ma vengo alle risposte, evidenziando che le questioni segnalate afferiscono ad obblighi di vigilanza e di tutela della soprintendenza ma non di potere di intervento diretto. Per quanto riguarda la Villa comunale, la situazione attuale dipende essenzialmente dall'invadenza del cantiere della Linea 6: le opportune opere di ripristino e sistemazione potranno avvenire solo dopo l'ultimazione di questo. Sulla Cassa armonica c'è una corposa corrispondenza con l'amministrazione comunale che ci ha assicurato che a breve dovrebbe essere appaltato il restauro e il rimontaggio dei pezzi. Per il lungomare, siamo stati invitati dall'amministrazione per la prossima settimana alla presentazione di un progetto di sistemazione e valorizzazione, non se ne conoscono ancora i contenuti. Sulla querelle dei «baffi», informo che il Provveditorato alle opere pubbliche è in attesa di ricevere dal Comune l'autorizzazione a pubblicare il bando per l'affidamento dei lavori di rimozione dei «baffi», a seguito del vincolante parere espresso in questo senso dalla soprintendenza nell'ultima conferenza dei servizi svoltasi un paio di settimane fa. Inoltre, la soprintendenza ha comunque attivato la procedura per l'emissione di un decreto ministeriale di rimessa in pristino, cioè eliminazione dei «baffi» e ritorno alla situazione di legittimità. Nella mia esperienza dirigenziale in altre città e regioni, ho verificato che i migliori e più efficaci risultati si sono raggiunti con la collaborazione tra amministrazioni, ciascuna per le proprie specifiche competenze e su questa linea ho impostato questi miei primi mesi di lavoro alla guida della Soprintendenza di Napoli. Con coerenza e fermezza credo (anche correndo il rischio di essere tacciato di ingenuità) si possano raggiungere questi obiettivi anche in una realtà complessa e particolare come quella napoletana, e perciò penso si debba lavorare tutti in questo senso. Rassicuro perciò il professor de Giovanni: in questo compito che mi trovo a svolgere da circa sette mesi ho avvertito da subito che non certo con la sterile burocrazia, ma con cuore e passione si può tentare di ottenere qualche risultato positivo. Sono convinto che questa città possa uscire dalle difficoltà e risollevarsi puntando proprio sull'orgoglio e sull'identità fondati sul proprio patrimonio culturale, accantonando però le contrapposizioni continue, le frammentazioni, i particolarismi, con uno spirito unitario e costruttivo, con pazienza e determinazione, con un serio lavoro comune.