Quasi uno smacco per la città del tondino la grande partecipazione di pubblico al dibattito di ieri sera su «Brescia e la cultura» alla Casa del popolo di Urago Mella. O forse, più semplicemente, a richiamare l'attenzione è stato il primo vero confronto elettorale tra i candidati sindaco. Alcuni assenti non di poco conto (il sindaco Paroli, Laura Castelletti ed Emilio Del Bono) ma incontro comunque serrato. Lo spunto è stato il documento dell'Arci presentato dal presidente provinciale Paolo Mancino: cultura come investimento, necessità di collaborazione con l'Amministrazione, ipotesi di una consulta delle associazioni culturali, sgravi per chi promuove eventi senza chiedere fondi, nuovi spazi. Tante le proposte, ma tutti all'unisono che il registro deve cambiare. L'attore teatrale Enzo Longo (in rappresentanza di Laura Castelletti) evoca l'esperienza di Torino che ha dovuto «cambiare pelle per reinventarsi», e lancia l'ipotesi dell'ex tribunale come polo culturale. Fiorenzo Bertocchi (Rifondazione comunista) immagina il recupero di una «comunità consapevole contro l'incultura e il qualunquismo dilagante». Roberto Cammarata (Pd, in sostituzione di Del Bono) punta a «un'Amministrazione al servizio di chi fa cultura», che mette a disposizione non solo risorse ma le cerca anche, «magari in Europa». Pone l'attenzione sugli spazi da riutilizzare: l'ex Polveriera di Mompiano, ma anche i parchi cittadini, da valorizzare. Per Maria Cipriano (Psi) bisogna tornare ad avere il coraggio di dire che «non si fanno tagli a cultura, welfare e istruzione». Per Marco Fenaroli «cultura e urbanistica si incrociano»: pensa ai tanti negozi vuoti e alle agevolazioni per le iniziative «perché le regole ci vogliono ma non è possibile dover fare sette autorizzazioni per un'iniziativa in un parco». Propone anche «una battaglia culturale contro la Siae, perché il Comune non è solo amministrazione ma anche politica». Laura Gamba (Cinque Stelle) vede il Comune come «un grande orecchio» e promette «un bilancio partecipativo culturale». Giovanna Giacopini (Brescia solidale e libertaria) ribadisce che spazi e fondi ci vogliono ma allarga il concetto di cultura. Francesco Onofri pensa a santa Giulia, patrimonio ma anche «eredità» che ci è stata trasmessa, così come «la tenacia, il lavoro duro, la solidarietà». Anna Seniga (Donne per Brescia) sottolinea che la cultura a Brescia la si è fatta, ma «di destra» e si chiede se sia cultura «non permettere a una persona di sedersi su una panchina per mangiare un mango». Su una cosa si sono trovati (quasi) tutti d'accordo: le consulte è meglio lasciarle stare perché più che promuovere orizzontalità restringono i confini. E, lo dice anche il numero di partecipanti al dibattito di ieri sera, questi sono i tempi della partecipazione.
La cultura unisce i candidati sindaco. Brescia è ora che cambi registro
Ieri sera è stato organizzato un dibattito su Brescia e la cultura alla Casa del popolo di Urago Mella. La partecipazione di pubblico è stata alta e i candidati sindaco hanno presentato le loro proposte per la cultura. Il documento dell'Arci ha presentato l'idea di cultura come investimento e di collaborazione con l'Amministrazione. I candidati hanno proposto diverse idee, come il recupero di spazi come l'ex Polveriera di Mompiano o la valorizzazione dei parchi cittadini. Alcuni hanno anche lanciato l'ipotesi di una consulta delle associazioni culturali. Tutti gli intervenuti hanno concordato che il registro deve cambiare e che la cultura deve essere promossa.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo