Gentile direttore, mercoledì Torino è finita sulla prima pagina del «Corriere della Sera» perché al Palaolimpico, che ospita la mostra «The human body exhibition», è stato vietato l'accesso ai passeggini con bambini. La struttura (che non è gestita dal Comune) e gli organizzatori (privati) dell'evento, hanno motivato quel singolare divieto a mio parere inopportuno con la necessità di facilitare il fluire della folla di visitatori su un percorso espositivo angusto e sinuoso. Ma se si può anche condividere la censura di una scelta così restrittiva, scrivere poi che il «Louvre punta sulle famiglie e il Palaolimpico di Torino le ostacola», mi sembra eccessivo. Per non dire di quell'andare a scomodare il pensiero del direttore di «Famiglia Cristiana» e accostarlo a un banale, sia pur inopportuno divieto ai passeggini. «Quasi che la società scrive Stella, citando Sciortino voglia farla pagare cara a chi ha deciso di fare dei figli». Anche là dove aggiunge di suo «dovrebbero, almeno in teoria, prevalere la cultura e l'intelligenza». Insomma, un crescendo rossiniano sproporzionato. Anche perché non è proprio necessario arrivare fino a Barcellona, Parigi, Firenze, New York, Roma per trovare un museo in cui i passeggini hanno libero accesso. Anche a Palazzo Madama, alla Gam, al Museo dell'Automobile, al Museo del Risorgimento, alla Fondazione di arte contemporanea di Rivoli, a Palazzo Reale, al Museo del Cinema, al Museo della Resistenza, che sono tutti musei torinesi e in grandissima parte a gestione pubblica, i passeggini, le carrozzine, i porta enfant, gli ovetti e quant'altro hanno libero accesso. Non solo. A Torino le politiche per la famiglia e per l'infanzia da decenni sono all'avanguardia, in Italia e nel confronto col resto d'Europa. Torino è la città in cui i nidi e le scuole d'infanzia pubblici sono aperti dodici mesi su dodici, mentre altrove spesso seguono il calendario scolastico. Il sistema pubblico torinese garantisce un posto nido o un posto asilo a oltre il 33 per cento dei bambini residenti, quando la media italiana non supera il 12 e i parametri europei del trattato di Lisbona si fermano al 30. A Torino esiste un sistema di biblioteche civiche dedicato ai bambini e agli adolescenti, con laboratori, centri di lettura, corsi di avvicinamento al libro che hanno poche città italiane. A Torino c'è un Teatro dei Ragazzi che è un'eccellenza nazionale. A Torino è stato avviato un piano per l'adolescenza che rappresenta un modello di avanguardia. A Torino in quasi tutte le aree verdi della città ci sono spazi attrezzati per l'infanzia. Il «Pedibus» è un progetto di percorsi a piedi casa-scuola «con accompagnatore» che, coinvolgendo decine di istituti, educa i ragazzi alle città sostenibili. A Torino i cortili attrezzati di asili ed elementari sono aperti al pubblico dei bambini anche fuori dall'orario scolastico. C'è Iter a Torino, Istituzione torinese per un'educazione responsabile, che dagli anni 70 è testimone e protagonista insieme dell'impegno pubblico per una città a misura di bambino, una città «educativa». Una città che ha dedicato e dedica impegno, progettualità e risorse finanziarie al mondo dell'infanzia e alla sua crescita consapevole. Caro direttore, non le rubo altro spazio e altro tempo. Ci tenevo solo ad allontanare il rischio di esemplificazioni e generalizzazioni frettolose. Direi che a Torino «nel mondo dei bambini non tutti i quadri sono appesi troppo in alto». Piero Fassino Il sindaco di Torino condivide la nostra denuncia di un piccolo ma emblematico fatto di malcostume definendolo «inopportuno»? Grazie. Tutte le altre precisazioni sulle virtù dei torinesi, delle amministrazioni torinesi, dei musei e dei teatri torinesi non c'entrano ma capiamo: per chi fa politica un po' di pubblicità non si butta via... g.a.s.