IO E MIA MOGLIE siamo grandi appassionati d'arte e ovviamente Firenze ci offre sempre motivi di immersioni nella bellezza. Periodicamente leggiamo o veniamo a sapere delle difficoltà che vengono affrontate per mandare avanti al meglio le gallerie e i musei cittadini. Sappiamo dei problemi per i fondi da reperire per i restauri o anche solo perla manutenzione ordinaria dei nostri monumenti. Recentemente ci è stato riferito di ulteriori tagli in arrivo sul fronte del personale. Riguarderanno anche il polo museale fiorentino? L'arte e la cultura sono la nostra grande risorsa: non dovrebbero essere anche la nostra priorità? Facciamoli questi tagli, ma su altre cose... LA SPENDING REVIEW nel settore dei beni culturali è un dato di fatto. Il decreto del 22 gennaio scorso prevede come dotazione organica del Mibac 700 posti (I area). Attualmente ci sono 973 dipendenti e 13 «comandati» provenienti da altre amministrazioni, per i quali è già scattato il si salvi chi può. I primi a risentire dell'effetto della scure sono proprio questi ultimi: dipendenti statali che sono stati trasferiti in assegnazione provvisoria da un'altra amministrazione a quella dei beni culturali per specif che esigenze di servizio ma che hanno già ricevuto la revoca da rispettivi comandi E sì che alcuni erano appena stati prorogati fino al 31 agosto, proprio perché ritenuti essenziali. Il problema è nazionale ma il Polo Museale fiorentino è uno degli enti che si troveranno a fare a meno di questi aiuti provvisori e a fronteggiare i riflessi sui servizi minimi ordinari. Lo dicono i sindacati Cgil, Cisl e Uil che hanno scritto alla direzione generale del Mibac chiedendo di meditare su questi tagli e lo testimonia anche una lettera con 70 firme raccolte fra i dipendenti dei musei fiorentini. Fra i «comandati» c'è chi svolge funzioni di vigilanza nei musei, comprese aperture e chiusure. Senza unità in più di questo si parla: non è in gioco il posto di lavoro ma semmai il servizio che viene svolto l'apertura di qualche sala potrebbe non essere garantita. La stagione più intensa del turismo è appena iniziata: non sempre ridurre le spese può essere l'unica priorità. E' vero: pochissimi Paesi e pochissime città nel mondo possono vantare un patrimonio come il nostro. Consentire a tutti di fruirne al massimo dovrebbe essere un dovere.