Inesorabile, l'erosione continua a modificare la morfologia della costa salentina con accenti particolarmente marcati, almeno negli ultimi mesi, sulla spettacolare falesia di Melendugno, tra San Foca, Sant'Andrea e Roca Li Posti. Tredici chilometri di litorale caratterizzato da splendide baie e rocce a strapiombo sul mare che si va modificando sotto l'effetto del fenomeno erosivo. Tra febbraio e marzo lo sfaldamento delle falesie ha avuto proporzioni tali da indurre il sindaco di Melendugno, Marco Potì, a emanare un'ordinanza di interdizione dei luoghi. Nell'arco costiero di Sant'Andrea, in particolare, al provvedimento interdittivo sindacale se n'è aggiunto un altro della Capitaneria di porto di Gallipoli, competente su tutto il territorio della provincia di Lecce, che ha vietato le attività balneari lungo un tratto di litorale. Il costone ha ceduto in due punti diversi, ma il luogo più colpito si trova a Nord della località costiera, in prossimità del lungomare. Marco Potì non ha perso tempo e s'è rivolto al Settore Lavori pubblici della Regione, in particolare ai funzionari del Servizio difesa del suolo, con i quali ha convenuto di avviare la procedura prevista per gli interventi di somma urgenza che potrebbe aprire i canali dei finanziamenti pubblici fino a un massimo di circa 200mila euro per opere di messa in sicurezza che, a questo punto, paiono indispensabili. Non solo. Come spiega lo stesso sindaco, il Comune ha dato incarico a Paolo Sansò, professore associato di Geografia fisica e Geomorfologia alla Facoltà di Scienze dell'Università del Salento, particolarmente esperto del fenomeno erosivo, per stilare uno studio sulla costa e delineare delle ipotesi di intervento, raccomandando, però, la minore invasività possibile. «Il professor Sansò, che ha studiato in modo approfondito l'erosione delle coste, concorda con me sulla necessità di trovare delle soluzioni poco impattanti per salvaguardare e mettere in sicurezza la falesia e nei prossimi giorni dovrebbe già consegnarci le sue conclusioni», osserva Marco Potì. «Abbiamo riscontrato un effettivo pericolo di crollo - anticipa il professor Sansò -, ma siamo di fronte a fenomeni naturali: la costa si modifica in continuazione. I problemi nascono quando ci si mette di mezzo l'uomo, nelle zone antropizzate, ma la natura fa il suo corso. In conclusione, ritengo che a Melendugno si debba intervenire in modo non invasivo per garantire la sicurezza e sarebbe anche l'occasione per ripulire i fondali dove abbiamo trovato copertoni, materiale edilizio e rottami metallici. A Sant'Andrea ci sono delle pareti verticali modellate in rocce erodibili che evolvono normalmente secondo frane da crollo. Dopo un certo numero di anni, cioè, le frane determinano un arretramento del costone. Tutto normale, non c'è nulla di drammatico. La felesia è sì un'attrazione dal punto di vista paesaggistico, ma è anche molto fragile». Il sindaco Marco Potì, insieme a rappresentanti dei Comuni di Lecce, Otranto, Vernole, delle associazioni degli operatori balneari e della Capitaneria di porto, il 27 marzo scorzo è stato coptato dal presidente della Provincia, Antonio Gabellone, per un confronto sulle problematiche delle località rivierasche legate alle dinamiche erosive che, come appare evidente, non risparmiano neppure la costa alta della fascia adriatica del Salento. Il tavolo è servito per concordare un approccio condiviso e globale alla problematica evitando azioni solitarie di singole amministrazioni locali, nella consapevolezza che il flagello dell'erosione, soprattutto quella che colpisce le spiagge e tiene sulla corda i concessionari dei lidi, è un'insidia grave che non fa sconti a nessuno.
LECCE- Erosione, crolla la falesia a San Foca e Sant'Andrea
La costa salentina, in particolare la falesia di Melendugno, è stata colpita da un fenomeno erosivo che ha causato la modifica della morfologia del litorale. Il sindaco di Melendugno, Marco Potì, ha emanato un'ordinanza di interdizione dei luoghi e ha richiesto ai funzionari del Servizio difesa del suolo di avviare la procedura per gli interventi di somma urgenza. Il Comune ha anche dato incarico a un professore di Geografia fisica e Geomorfologia di stilare uno studio sulla costa e delineare delle ipotesi di intervento. Il professor Sansò ha concordato con il sindaco sulla necessità di trovare delle soluzioni poco impattanti per salvaguardare la falesia.
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