Nuovo capitolo nel già intricatissimo giallo dell'eredità milionaria di Alberto Sordi. L'attore, scomparso nel 2003, voleva che dopo la sua morte fosse donata a Roma una preziosa tavola la «Madonna con Bambino tra due angeli e i santi Girolamo e Antonio abate», attribuita a Francesco di Giorgio Mattini, pittore, scultore e architetto senese della seconda metà del 1400. Ma ora della «Tavola Sordi» non c'è più traccia. L'ex ministro Rutelli: in casa dell'attore non c'è traccia del quadro Il dallo del dipinto sparito Sordi voleva donarlo a Roma Una pala del '400 senese comprata negli anni 50. La destinazione: «È il pezzo a cui tengo di più, sono legatissimo a questo gioiello, voglio regalarlo alla mia città». Nel già intricatissimo giallo dell'eredità milionaria di Alberto Sordi (tre indagati con l'ipotesi di reato di concorso in circonvenzione d'incapace ai darmi della sorella Aurelia) si aggiunge un altro capitolo, stavolta storico-artistico: che fine ha fatto la splendida «Tavola Sordi», una Madonna con Bambino tra due angeli e i santi Girolamo e Antonio Abate, attribuita a Francesco di Giorgio Martini, il grande pittore, scultore e architetto senese della seconda metà del 1400? Se lo chiede l'ex sindaco di Roma ed ex ministro peri Beni e le attività culturali, Francesco Rutelli. Che racconta preoccupato una storia legata al carattere del grande attore, al suo rapporto con Roma e alla nebulosa che ora circonda il destino della sua ricchissima eredità. Racconta Rutelli: «Sordi ed io alla fine degli anni Novanta eravamo diventati grandi amici, festeggiavamo il nostro compleanno insieme, io sono nato il 14 giugno e lui era nato il 15. Comunque, un giorno mi invitò a casa sua e mi mostrò con orgoglio la splendida tavola dicendomi: «E il pezzo a cui tengo di più, sono legatissimo a questo gioiello. Sappi che, quando non ci sarò più, voglio che sia regalata a Roma, alla nostra città. Deciderai poi tu dove...». La tavola ha una storia illustre: venne esposta nel 1894 alla Royal Academy di Londra già con l'attribuzione a Francesco di Giorgio Martini, quasi certamente l'autore (tra mille dibattiti) della «Città ideale» esposta a Berlino alla Gemaldegalerie: sue madonne analoghe a questa sono esposte al Metropolitan musem di New York, alla Pinacoteca nazionale di Siena. Secondo la ricostruzione dei prestigiosi antiquari Apolloni di via del Babuino a Roma, l'opera venne comprata da Sordi negli anni Cinquanta. L'attore non lasciò nulla di scritto ma la sua volontà era inequivocabilmente nota. Lo dimostrerà il fatto che, quando Alberto Sordi nel 2003 morirà, sarà proprio la sorella Aurelia a contattare (qualche anno dopo) Francesco Rutelli, diventato nel frattempo ministro per i Beni e le attività culturali. Racconta ancora l'ex ministro: «La signora Aurelia mi confermò con lucidità e precisione che la volontà del fratello era di regalare la Pala a Roma. Fu così gentile da permettere di far visionare l'opera dagli esperti del ministero. Chiesi di esaminarla a due personaggi di indiscutibile valore, come l'allora direttore generale del ministero e oggi sottosegretario Roberto Cecchi e come Cristina Acidini, soprintendente per il Polo museale fiorentino». Acidini e Cecchi studiarono con attenzione l'opera: una relazione di otto pagine, del 17 marzo 2008, riporta le caratteristiche storico-artistiche e strutturali della tavola. Alla fine si può leggere: «L'attribuzione a Francesco di Giorgio Martini può essere confermata precisando che, alla luce degli studi più recenti, egli fu probabilmente responsabile del disegno e della stesura pittorica delle due figure principali, Madonna e Gesù Bambino, mentre delegò la dipintura delle figure secondarie a un assistente, indicato convenzionalmente come "Fiduciario di Francesco"». Nel documento l'opera viene indicata come «Tavola Sordi», nome ormai «storicizzato» con mezzo secolo di possesso. Rutelli immaginò di collocarla al Museo nazionale di Arte antica di palazzo Barberini. Da quel momento la Pala sfuma nel mistero. La legislatura finì nella primavera 2008, alle elezioni vinse il centrodestra, la macchina ministeriale si arenò e, con tutta probabilità, il fascicolo si perse semplicemente perché mancava l'interesse che Rutelli personalmente aveva nei confronti del vecchio amico. Ma in questi giorni Rutelli ha inviato una e-mail a Roberto Cecchi suggerendogli l'opportunità che il ministero avvii «una procedura per l'apposizione del vincolo per cautelarsi dalla dispersione o da una anomala destinazione». Perché? Persone amiche dell'ex ministro e che hanno visto recentemente casa Sordi (non faccio nomi per riservatezza», spiega Rutelli) non hanno trovato traccia della Tavola. Cecchi si è mosso subito, girando il dossier a Daniela Porro, nuova soprintendente al Polo museale romano. Saranno i suoi funzionari a capire se davvero la Pala è sparita, se è ancora a casa Sordi, se volontà del grande attore può essere ancora rispettata o se invece è stata già tradita. E, in questo caso, chi ha la luminosissima Tavola Sordi? La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta sull'ipotesi di circonvenzione d'incapace ai danni di Aurelia Sordi 95 anni, sorella ed erede dell'attore Alberto, scomparso nel 2003 a 82 anni. Gli indagati sono tre.