«La cultura è dimenticata» «Non mi piacciono i catastrofismi ma vi sono problemi che vanno evidenziati con nettezza: la Venere di Morgantina chiusa in una stanza è come un gigante in una prigione» Sono rimasto allibito dalle condizioni di degrado ...le sterpaglie che coprono i reperti, la Venere di Morgantina chiusa in una stanzetta è come un gigante in una piccola prigione.. Con questa immagine il presidente dell'Unesco, Giovanni Puglisi (nonché rettore della Kore di Enna e dello Iulm di Milano), nell'incipit dell'intervista in esclusiva a l'Unità, delinea l'immagine di un patrimonio dell'umanità che andrebbe valorizzato in maniera più adeguata. Presidente, cosa accade al beni culturali dell'Unesco in Sicilia? Legambiente con un dossier ha lanciato l'allarme sul rischio che alcuni siti isolani dl grande valore vengano cancellati dalla lista... «Io eviterei il catastrofismo, credo che un problema del mantenimento del livello di tutela e di valorizzazione dei siti Unesco in Sicilia esista, ma in qualche modo riguarda tutti i beni culturali in Italia. Detto questo, va specificato che parlare addirittura di cancellazione dei beni culturali dalla lista dell'Unesco di siti siciliani mi sembra assolutamente fuori luogo, non vi è in atto alcuna procedura di cancellazione. Il catastrofismo è un male italiano che forse sarebbe utile curare, ancor prima dei siti dell'Unesco.. Quall sono le condizioni ci questi siti? «Il nodo cruciale è che purtroppo la cultura non è mai fra le priorità di nessuna realtà di governo, sia essa nazionale, regionale o territoriale. I siti dell'Unesco sono spesso lasciati al loro andamento naturale. Manca una scelta strategica di fondo. Va però aggiunto che mediamente i nostri siti in Italia (ed anche in Sicilia, con qualche problema in più) non sono tenuti in maniera disastrosa. Non si possono dormire sonni tranquilli, ma non vi è l'apocalisse.. vl sono però dei picchi in negativo--Sono rimasto allibito dalle condizioni di degrado del sito di Morgantina. Le sterpaglie che coprivano i reperti archeologici mi hanno lasciato scioccato. Ritengo che vi siano problemi che non riguardano solo i singoli siti, ma questioni di viabilità infrastrutturali. Ad esempio, arrivare alla famosa Villa del Casale di Piazza Armerina è un atto di eroismo, vi sono gravi carenze di collegamenti viari. Quando un visitatore vi giunge non dovrebbe pagare il biglietto ma dovrebbero dargli un premio. Altro esempio, quello che citavo all'inizio: la Venere di Morgantina chiusa in quello spazio di pochi metri quadrati è come unigante imprigionato in una stanzetta rurale. E' una cosa che grida vendetta al cospetto di Dio. Attenzione, non è tenuta male, è sbagliato il luogo dove è tenuta. Il cuore del problema sta nelle scelte politiche di fondo che riguardano l'infrastrutturazione della mobilità, dell'ospitalità, la possibilità della fruizione del bene culturale.. Quali sono le differenze con Il resto d'Italia e d'Europa? «L'Italia non si è ancora accorta fino in fondo dell'alto valore dei suoi beni culturali. Ne ha troppi sotto gli occhi, e come spesso accade, chi ha troppo, non se ne accorge. Nel resto d'Europa, proprio quei Paesi che hanno meno beni culturali, mettono su un vassoio d'argento quelli che hanno. L'Italia ancora non ha trovato nemmeno il vassoio di plastica. Detto questo non è tutto oro quello che luce. Un grande Paese come la Germania ha visto escludere dalle liste dell'Unesco la città di Dresda ed il delta dell'Elba». Se in un futuro diventasse ministro dei Beni culturali, quali sono I primi tre interventi che attuerebbe per salvaguardare, valorizzare, tar vivere II patrimonio artistico Italiano? «Non credo diventerò mai un ministro, non sono affidabile per un sistema come quello attuale. Credo di essere un uomo libero. Comunque farei tre cose: defiscalizzerei gli investimenti in cultura da parte dei privati, fissando un tetto a questa forma di defiscalizzazione. Altrimenti diventerebbe una forma di evasione fiscale. Seconda cosa, darei un maggiore ruolo alla formazione di base, tenterei un accordo con il ministro dell'Istruzione per riempire l'ora dell'educazione civica, facendo vivere ai ragazzi dei diversi territori i loro patrimoni culturali. Elaborerei un nuovo piano strategico di razionale ed organica tutela dei beni culturali, intriso di valori e di funzionalità pragmatica». Presidente, parliamo dei libri. Ma à mal possibile che il ministero dell'Istruzione voglia cancellarli da alcune classi delle scuole italiane? «Visto che parliamo non solo di istituzioni, ma di uomini che stanno dietro, il ministro Profumo è una persona troppo colta per non capire che questa è una provocazione. La tecnologia può essere uno strumento ma non può essere mai un fine. Credo che l'utilizzazione tecnologica per l'uso del libro sia un fatto utile, ma non può essere surrogatorio né sostitutivo del tradizionale libro stampato. Il testo stampato nella sua concretezza e manualità abitua a considerare il libro un valore, la tecnologia lo intende invece come un bene strumentale. Utile il supporto elettronico, ma è sbagliata l'idea di sostituire il libro. Non saremo solo dinanzi ad un palliativo ma anche ad un grande regalo alle industrie dell'elettronica. Non serve questo all'Italia...».
SICILIA - Sos siti archeologici. Intervista a Giovanni Puglisi
Il presidente dell'Unesco, Giovanni Puglisi, ha parlato di "catastrofismo" e di "degrado" dei siti dell'Unesco in Sicilia. Ha sottolineato che la cultura non è mai fra le priorità di nessuna realtà di governo, sia nazionale, regionale o territoriale. Puglisi ha anche criticato la mancanza di scelta strategica di fondo e la scarsa valorizzazione dei siti. Ha menzionato il caso della Venere di Morgantina, chiusa in una stanza, e ha espresso la sua preoccupazione per il futuro dei beni culturali in Sicilia. Il presidente dell'Unesco ha anche parlato della necessità di una maggiore attenzione alla formazione di base e alla valorizzazione dei beni culturali.
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