IL FORUM UNIVERSALE DELLE CULTURE PATROCINATO DALL'UNESCO AVREBBE DOVUTO INIZIARE TRA CINQUE GIORNI: NON C'È ANCORA L'OMBRA DI UN PROGRAMMA "Organizzare un grande evento a Napoli in questo momento è come dare un ballo in una casa crollata". Con una sorprendente "coincidenza" storica, a trecento anni esatti dalla fine della dominazione spagnola, in questi giorni Napoli aspetta con ansia l'arrivo di una delegazione da Barcellona, capitanata da Mireia Belil. La signora, attesa per il 16 aprile, è il direttore generale della Fondazione Forum internazionale delle Culture, con cui la Fondazione Forum Napoli 2013 ha stipulato nel 2009 una convezione (per la quale in origine avrebbe dovuto pagare 4,2 milioni di euro, rinegoziati a 1,2 milioni). A oggi il totale versato agli spagnoli è di 100 mila euro, nonostante la Fondazione di Barcellona abbia emesso fatture per 700 mila euro. Ma non si tratta di un banale ritardo dei pagamenti al tempo della crisi. BASTA FARE un giro sul sito di Napoli 2013, dove ora compare un avviso di "pagina in manutenzione", ma fmo a due giorni fa un contatore annunciava trionfante: meno sei giorni all'inizio! Prima figurava ancora come presidente Roberto Vecchioni (il suo mandato durò tre mesi, da ottobre 2011 a gennaio 2012) ed era ancora in carica un comitato scientifico dimissionario da oltre un anno. Non solo: ai numeri di telefono della sede nell'ex Asilo Filangeri non risponde nessuno. Strano? Non tanto: i dipendenti non vengono pagati da quattro mesi. A presidio di questa scatola vuota (si è perfino pensato di disfarsi della Fondazione, ma la questione è assai complicata perché ha accumulato oltre 2 milioni di debiti), resta il solo commissario, Alessandro Puca, che da tempo con lettere, solleciti, preghiere sta cercando di sbloccare la situazione surreale. Un mese fa, intervistata dal Mattino, Mirella Barracco (presidente della Fondazione Napoli 99 ed ex membro del comitato scientifico della Fondazione Forum) ha spiegato: "Il Forum prevede che si seguano regole precise, un iter determinato sotto il profilo organizzativo, dettato dalla Fondazione di Barcellona: che a me risulti, non è stato fatto niente di tutto questo". Difficile potersela cavare con un concerto di Gigi D'Alessio o un paio d'incontri con qualcuno dei numerosi artisti, intellettuali e scrittori partenopei: si rischia la penale. Un progetto, consegnato a febbraio 2012 dal Comitato scientifico, c'era. Poi la Fondazione è stata commissariata e tutto è caduto nell'oblio: del resto ben altri eventi necessitavano di attenzione da parte del Comune. Tipo le prove dell'America's Cup che in questi giorni sono oggetto dell'ira funesta dei cittadini intrappolati per ore nel traffico impazzito a causa delle modifiche alla viabilità. A Napoli, dunque, nessuno sa cosa succederà durante il Forum. Quali eventi, quali ospiti, dove, come, quando: mistero. Ma per definire un programma servono le delibere di Comune e Regione, i due soci della Fondazione. E qui, naturalmente, il problema sono i soldi: quale budget? Si era partiti, al solito, con le migliori intenzioni. Paventando stanziamenti faraonici, eventi internazionali e importanti riqualificazioni urbanistiche, a partire dal disastratissimo centro storico. O, si legge ancora oggi sul sito della Fondazione spagnola, l'area di Bagnoli (la qual cosa dopo il rogo della Città della Scienza suona ancora più lugubre). Avrebbe dovuto durare 101 giorni questa mega-kermesse che dall'anno dell'assegnazione (i12007) a oggi, ha totalizzato il record di 5 milioni di euro spesi "in preparazione" di un evento fantasma. La storia parte da lontano, con la coppia Iervolino-Bassolino che a dispetto dei cognomi-diminutivo aveva pensato in grande. Due anni fa, il cambio ai vertici della politica: via Bassolino e Iervolino, arrivano Caldoro e De Magistris. Alla presidenza viene chiamato Vecchioni, a cui succede Sergio Marotta, nipote di Gerardo (presidente dell'Istituto italiano per gli studi filosofici). Dopo di lui si è arreso anche l'ambasciatore Francesco Caruso, con una lettera profetica: "Che dolore per me, che pena per Napoli, che vergogna per tutti". Mercoledì il sindaco Luigi De Magistris ha assicurato che i fondi (16 milioni di euro) sono stati trovati. E con un ossimoro che ben racconta la situazione ha spiegato: "Siamo al punto finale per cominciare. ll Forum delle culture si farà, ne parlerò solo tra qualche giorno dopo aver firmato l'accordo con Barcellona. Abbiamo ereditato una situazione drammatica. Lo abbiamo salvato. Si utilizzeranno fondi europei che fino all'ultimo centesimo andranno agli operatori culturali della città". DE MAGISTRIS interveniva all'inaugurazione delle Giornate per la Cultura al convento di San Domenico, cui ha preso parte anche il professor Tomaso Montanari, storico dell'arte della Federico II, applauditissimo in un passaggio del suo intervento che cosi diceva: "Organizzare un grande evento a Napoli è come dare un ballo in una casa crollata". Il punto è qui: la smania dei grandi eventi è una non politica culturale, se poi si assiste alla chiusura dell'Istituto di studi filosofici o al sacco dei Girolamini. Il Forum era l'occasione per un rilancio di Napoli, che lasciasse anche alla città qualcosa di duraturo (il restauro di parte di un patrimonio monumentale quasi completamente collassato?). Tuttavia, almeno a parole, si spera ancora. Anche se è chiaro che la data di inizio, a questo punto, sarà fatalmente rimandata a dopo l'estate, prima al massimo qualche appuntamento di preparazione. Claudio De Magistris (il fratello del sindaco ha un contratto a titolo gratuito con il Comune) non perde le speranze: "Certo che il Forum si farà. Lo snodo è il 16 aprile, con la firma del protocollo d'intesa. E poi confidiamo anche nell'aiuto della Fondazione di Barcellona, nel loro know how". Insomma, speriamo negli spagnoli. In città si fanno grandi appelli al senso civico e alla responsabilità: basta gridare allo sfascismo. Ma girarsi dall'altra parte non è mai stata una buona idea (anche perché si rischierebbe di cadere in una delle mille buche disseminate nelle strade prive di qualunque manutenzione).