Il 16 aprile del 2009 il terremoto ha fatto 309 vittime e danni per 10 miliardi: nel cratere domina l'incertezza. Quattro anni dopo il sisma che ha fatto 309 vittime e 10 miliardi di danni l'Aquila continua a non volare. «La ricostruzione leggera è a buon punto ma quella pesante è partita solo nelle periferie» ammette Di Stefano. L'unico segnale di primavera viene dal ministero dei beni culturali: annuncia la partenza di 65 cantieri e promette di restaurare i monumenti lesionati, cuore della città, in nove anni. Per ora il centro è deserto, puntellato, spettrale. I processi (e le condanne) aiutano a razionalizzare il dolore ma non rimettono in piedi una città. «Abbiamo fatto tanto per riaprire bar e negozi - denuncia Gelso Cioni, direttore di Confcommercio Abruzzo -. Ora si getta la spugna. Anche la zona franca è stata una presa in giro: ogni impresa avrà diritto a detrazioni fino a 200mila euro, tuttavia non si sa come andranno considerate quelle concesse nel 2009, che per l'Europa erano aiuti di Stato. E il 10 aprile scadono i termini...» Nebbia fitta anche per le ditte che si vedono rifiutare il Durc perché, non essendo state pagate, non hanno versato i contributi di legge. Nel suo messaggio di Pasqua, l'arcivescovo Giuseppe Molinari ha parlato dei giovani che se ne vanno perché «constatano con immensa amarezza e tanta rabbia che la città non offre loro più nessuna speranza per il futuro». L'incertezza è moneta corrente nel capoluogo abruzzese, dove il 40 della popolazione non nentra a casa propria dalle 3 e 32 del 6 aprile 2009. Tra affitti concordati, Case del governo e Map, toponomastica sconvolta e viabilità impazzita si vive in un clima di perenne transumanza; il sindaco ha dovuto emanare un'ordinanza per costringere i suoi concittadini a «esporre i nominativi su cassetta postale e campanello». Urbanisticamente, la città è esplosa: «se devi comprarti una camicia ti serve la piantina - commenta Cioni - perché con la chiusura del centro i negozi hanno dovuto spostarsi verso l'esterno e ciò ha fatto crollare gli acquisti d'impulso, che coprono il 50-60 del giro d'affari». Campane a morto anche secondo Confindustria: «Quel che non è stato fatto in quattro anni pesa sul settore edile e i soldi per la cassa integrazione stanno finendo» testimonia il direttore Antonio Cappelli. Che non crede alle promesse di una ricostruzione completa in 5 anni (secondo il sindaco) o in dieci (secondo il governo). Confcommercio mette sotto accusa la politica e i «continui litigi» tra il commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi, governatore pidiellino, e il sindaco pidino del capoluogo, Massimo Cialente: «si sono comportati come i capponi di Renzo, si beccavano e si beccavano, senza capire che insieme avrebbero ottenuto dal governo quelle risorse che oggi non ci sono più...» Il malvezzo continua: quando Enza Blundo, neosenatrice 5stelle, ha cercato di rilanciare la legge di iniziativa popolare per la ricostruzione, presentata nella scorsa legislatura da Giovanni Lolli (Pd), da sinistra è stata investita da una salva di polemiche, come se si trattasse di uno "scippo". A Pasqua Molinari ha detto anche: «Sembra che unaande maledizione si sia abbattuta su coloro che abbiamo eletto come rappresentanti del popolo. La maledizione è la perdita di ogni buon senso». Non ci si divide invece sui denari che non ci sono. L'assessore Di Stefano è l'uomo del cronoprog a: «finora abbiamo speso due miliardi nel-al ric struzione leggera delle periferie e quei soldi sono finiti. Servono almeno 5,2 miliardi per restaurare le abitazioni del centro storico. Se si stanzia un miliardo all'anno entro il 2019 ce la faremo; diversamente non si vede a cosa serva uno Stato che lascia morire un capoluogo di Regione». A fine dicembre il Cipe ha stanziato 985 milioni (legge 772009) ma «non sono stati trasferiti e navighiamo a vista». Di Stefano accusa Chiodi di «aver lasciato la città senza il becco di un quattrino da ottobre» e a dargli ragione è il presidente degli ingegneri Paolo De Santis, storica controparte in quattro anni di stop and go, culminata in una focosa polemica su 5000ratiche bloccate negli uffici e sulle nuove schede parametriche. Per gli ingegneri "limano" i contributi destinati ai proprietari delle case, ma Giandomenico Cifani dell'ITC CNR L'Aquila, uno dei co-autori delle procedure, replica: «danno fastidio solo perché definiscono regole certe sull'entità del contributo, facilitano i controlli e una migliore programmazione degli interventi superando definitivamente il sistema della contrattazione». Anche tra i tecnici molti concordano sulla necessità di rifinanziare il plafond della Cassa Depositi «anche se - continua Cifani - l'importante è la continuità dei flussi finanziari in funzione della spesa». Chi non deve più attendere è il direttore abruzzese del ministero dei beni culturali, Fabrizio Magani. Ha "ereditato" i cantieri della gestione Bertolaso-Marchetti (comprese le famose "donazioni" estere) e ora gestisce una cinquantina di interventi. Il Cipei ha assegnato un finanziamento di 70 milioni che, sommato ad altre risorse, «permetterà di appaltare nel 2013 i lavori su una sessantina di monumenti» assicura. Se la road map concordata tra i ministri Ornaghi e Barca sarà rispettata - e se saranno erogati con continuità i 600 milioni promessi - «saremo in grado di restituire agli aquilani e a tutti gli italiani - dichiara -250 monumenti in nove anni». Sono numerose le celebrazioni del quarto anniversario del terremoto, all'Aquila e in altri centri del cratere. Il presidente del Senato Piero Grasso parteciperà nel capoluogo, domattina, al convegno su «Ricostruiamo la legalità... Partendo dall'Aquila», nell'auditorium del Parco. Una fiaccolata partirà stasera alle 22 da via XX settembre per arrivare in Piazza Duomo, dove culminerà con la lettura dei nomi delle 309 vittime.A mezzanotte e mezza, nella chiesa delle Anime Sante, l'Arcivescovo Giuseppe Molinari celebrerà la messa in suffragio dei morti. Seguirà una veglia di preghiera presieduta dal vescovo ausiliare monsignor Giovanni d'Ercole che culminerà alle 3.32 con i 309 rintocchi scanditi dal campanile restaurato. Domani, alle 11.30, celebrazione presso la Basilica di Santa Maria di Collemaggio e alle 17 nella chiesa di S. Giuseppe Artigiano in Piazza San Biagio, Messa in suffragio degli universitari vittime del terremoto. Sempre oggi, dalle 14, a Palazzo Silone, convegno «L'Aquila 2013 - Se quattro anni vi sembran pochi», con l'ex dirigente della Protezione civile Roberto De Marco, il sociologo Enrico Pugliese e l'urbanista Pierluigi Cervellati. Nella stessa sede, saranno presentate due installazioni dell'artista aquilano Sergio Nannicola dedicate al sisma. Domenica dalle 11 marcia in centro storico. Un nuovo centro della comunità sarà aperto a Villa Sant'Angelo una tra le prime istituzioni presenti sulla scena del terremoto, la mattina del 6 aprile 2009. Nei mesi successivi, Caritas Italiana ha raccolto oltre 35 milioni di euro, di cui 5 sono stati messi a disposizione dalla Cei dai fondi dell'8 per mille. In base alla lettura del territorio e dei bisogni della popolazione, in stretto accordo con la Chiesa Aquilana, l'organizzazione ecclesiale ha definito fin da subito le linee di sviluppo dell'intervento, coinvolgendo anche le Delegazioni regionali delle Caritas di tutta Italia: emergenza e primo aiuto; ascolto e accompagnamento della popolazione, ricostruzione, riabilitazione socio-economica. Una presenza che dopo quattro anni continua a dare frutti. Sabato 4 maggio verrà inaugurata a Villa S.Angelo una struttura che ospiterà spazi da adibire al riavvio di attività commerciali, un centro di ascolto parrocchiale, attività di formazione e un salone comunitario.