L'APPLICAZIONE, elaborata nell'ambito del progetto europeo "Etruscanning", finalizzato alla sperimentazione di tecnologie innovative per la documentazione digitalizzata e la comunicazione di contesti funerari etruschi, consente ai visitatori di "entrare" nella tomba e di "toccare" gli oggetti del corredo, «qui ricontestualizzato dopo una lunga e non facile ricerca, perché la documentazione esistente era spesso contraddittoria» raccontano il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, e il curatore del Museo Gregoriano Etrusco, Maurizio Sannibale. A partire dai rilievi 3D con scanner laser, la tomba, risalente al VII secolo a. C., è stata ricostruita filologicamente, così come tutti gli oggetti dello straordinario corredo funerario (fra cui gioielli, vasi, arredi in bronzo e ceramiche), virtualmente restaurati e ricollocati nel luogo da cui sono stati tolti duecento anni fa per essere esposti in un museo. L'applicazione è stata sviluppata da un team internazionale, di cui fanno parte l'Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali del Cnr (Itabc-Cnr), il Museo Archeologico di Amsterdam e quelli di Leiden e Tongeren, in partnership con i Musei Vaticani e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria meridionale. L'obiettivo è di far rivivere al pubblico il momento irripetibile della scoperta di quella tomba ancora intatta, ritrovata nel 1836 dall'arciprete Alessandro Regolini e dal generale Vincenzo Galassi. «L'elemento più innovativo di "Etruscanning" spiega Eva Pietroni, responsabile scientifico del progetto è il modello di interazione naturale, che permette all'utente di sperimentare lo spazio e muoversi al suo interno senza usare joystick, mouse o tastiere». Grazie a sensori posizionati sulla piattaforma di fronte al maxischermo e a una regia di più telecamere, bastano semplici movimenti delle braccia per esplorare la tomba, avvicinarsi agli oggetti e ascoltare le narrazioni dei defunti. «La tecnologia è stata ereditata dal mondo dei videogame, ma per la prima volta viene applicata in ambito museale» sottolineano Salvatore Garraffo, direttore del Cnr-Itabc, e Wim Hupperetz, direttore dell'Allard Pierson Museum di Amsterdam e coordinatore del progetto. Una straordinaria iniziativa di valorizzazione di una tomba da anni chiusa al pubblico, che ha ricordato Rita Cosentino, della Soprintendenza per i Beni archeologici dell'Etruria Meridionale «si inserisce in una serie di progetti analoghi per arricchire la fruizione dei beni culturali grazie a tecnologie innovative, come nel caso del "Touch on glass" al Museo nazionale Cerite di Cerveteri con il "Touch on glass", che permette, toccando la vetrina, di ascoltare la storia degli oggetti esposti».