Caro direttore, conoscendo personalmente il professor Mario Santangelo (già due volte assessore regionale alla Sanità) e apprezzandolo per il suo equilibrio, sono rimasto sorpreso per i toni aspri e a tratti irricevibili del suo articolo su "Repubblica" di venerdì scorso. Mi sembra davvero azzardato, onestamente, sostenere che sia «difficile ritrovare, anche negli anni più bui, quando i rifiuti invadevano le strade, condizioni di vivibilità peggiori di oggi». Ciò anzitutto perché «negli anni bui» il disastro dei rifiuti (sulle cui responsabilità istituzionali Santangelo glissa) si ripresentava ciclicamente ogni quattro o cinque mesi, mentre la nostra città da quasi due anni non offre più al mondo intero lo spettacolo immondo dei cumuli di immondizia stipati sino al secondo o terzo piano. Poco comprensibili appaiono poi le critiche sulla Ztl (su cui pure sono allo studio alcuni correttivi) e il riferimento al «mancato governo del territorio» dopo i ventennali ritardi su cruciali scelte strategiche, in merito alle quali si è instaurato un proficuo confronto. Impensabile che vent'anni di contraddizioni, scelte confuse e nodi irrisolti potessero essere magicamente definiti e risolti in pochi mesi. Sulla cultura, poi, nonostante il drastico ridimensionamento delle risorse, sono stati mantenuti e consolidati, grazie anche allo sforzo e all'impegno delle migliori energie creative della città, eventi di grande rilievo come il Maggio dei Monumenti, Estate e Natale a Napoli. Proprio dalle pagine di "Repubblica", l'assessore competente, la collega Di Nocera, ha annunciato l'indizione delle "Giornate della Cultura" del 3, 4 e 5 aprile, rese possibili dalla partecipazione di artisti e intellettuali di livello nazionale ed europeo. Ho trovato inoltre stupefacente l'affermazione secondo cui «l'elezione di de Magistris a sindaco sia stata il frutto di una congiuntura irripetibile». Il sondaggio di Data Monitor, pubblicato venerdì scorso su "Repubblica", indica che il gradimento verso il primo cittadino giunge sin quasi al 60 per cento nonostante la "congiuntura economico-finanziaria drammatica". Altro che successo irripetibile! Vorrei aggiungere che l'adesione al piano di pre-dissesto e il trasferimento di risorse per il fondo di rotazione, pari a 200 milioni di euro, ci consentirà una più incisiva azione amministrativa attraverso, tra l'altro, lo sblocco dei pagamenti alle imprese creditrici dell'ente e l'avvio di importanti opere pubbliche. Proprio venerdì scorso, con due delibere di giunta, abbiamo provveduto a stanziare 1,2 milioni per la manutenzione delle strade e 1,3 milioni per l'edilizia scolastica; ricavati, gli uni e gli altri, mercé un supremo sforzo di razionalizzazione. Tra pochi giorni torneranno le regate dell'America's Cup, che proietteranno di nuovo la nostra città sotto i riflettori di tutto il mondo. Già il dato delle presenze nelle strutture alberghiere in città durante le festività pasquali (pari all'80 per cento della capienza complessiva) conferma che Napoli è ritornata meta del turismo nazionale e internazionale, dopo che nel recente passato si era ritrovata fuori dagli itinerari più frequentati. Certo, nessuno nega che l'azione di governo abbia finora incontrato difficoltà ed è giusto che gli osservatori esterni le pongano in evidenza con un esercizio critico anche severo, purché scevro da sentimenti di preconcetta ostilità. Ho trovato, a tal proposito, equilibrate le osservazioni, pur critiche verso l'Amministrazione, di editorialisti e politici come Isaia Sales e Guglielmo Epifani. Sarebbe interessante se si sviluppasse una discussione franca ma equilibrata sulla lacerazione del rapporto di fiducia tra le forze progressiste e la città (su cui ha più volte insistito Erri De Luca) che ha portato a una serie di rovinose sconfitte elettorali dal 2005 a oggi, con l'isolata eccezione, piaccia o meno, delle amministrative partenopee del 2011. Ciò dovrebbe indurre coloro che si riconoscono in un progetto di cambiamento e riscatto civico per la nostra città a far fronte comune, contribuendo a rafforzare e consolidare l'attuale esperienza di governo, piuttosto che dedicarsi, in maniera spesso pretestuosa, a indebolirla e delegittimarla. Mi pare si possa concludere con la certezza che ci attende un lavoro complesso e di certo non privo di insidie, ma che tuttavia si possa guardare al futuro con fiducia per il percorso di risanamento e cambiamento già avviato, con l'abbattimento di sprechi, diseconomie e le dissennate scelte in tema di partecipate. Sono convinto che occorra consolidare questo processo affinché la nostra città possa farsi trovare pronta alle difficili sfide che l'attendono per il suo riscatto e la sua modernizzazione. L'autore è assessore al Personale del Comune di Napoli